Mutui, ma anche fidi, fidi garantiti, e prestiti personali. E’ questa l’ampia gamma di finanziamenti online proposti da IW Bank, Banca online del Gruppo bancario UBI Banca per soddisfare le esigenze di credito dei privati e delle famiglie. In particolare, per chi possiede degli investimenti e vuole ottenere credito senza andarli a smobilizzare, è interessante il prodotto “IWFido Garantito” grazie al quale è possibile acquisire una riserva di denaro garantita da titoli. Il prodotto, nel dettaglio, viene attivato con un affidamento sul conto attraverso la garanzia dei titoli in portafoglio a fronte di un tasso pari al 4,50% che risulta essere non solo vantaggioso, ma anche più basso rispetto a quello applicato sul normale fido. Con “IWFido Garantito“, quindi, senza intaccare gli investimenti si può accedere al credito a fronte della possibilità di poter mettere a garanzia non solo i titoli di Stato, ma anche le azioni.
fidi bancari
Banca Sella – Sace: finanziamento per l’export
Le aziende italiane che hanno un fatturato annuo non superiore ai 250 milioni di euro, e con una quota di ricavi pari ad almeno il 10% derivante da attività con l’estero, possono finanziare i propri progetti di internazionalizzazione con “Sella Export SACE“, il prodotto finanziario che da un lato vede il Gruppo Banca Sella, e dall’altro la SACE, società leader nel settore dell’assicurazione sul credito. In particolare, con il finanziamento “Sella Export SACE” le imprese possono accrescere il loro livello di competitività all’estero, ad esempio, per sostenere spese per la partecipazione a fiere, brevetti industriali, rinnovo di impianti e macchinari, ma anche per acquisire quote di partecipazione di natura non finanziaria in aziende straniere. La formula tecnica di concessione del finanziamento “Sella Export SACE” è quella del mutuo chirografario assistito da garanzia con un minimo di importo erogabile pari a 100 mila euro e massimi 1,5 milioni di euro a fronte, eventualmente, di garanzie personali o reali che SACE e Banca Sella possono chiedere a loro discrezione.
Finanziamenti: quelli alle piccole imprese tornano a crescere
L’erogazione del credito a favore delle famiglie produttrici, ovverosia le società di fatto, le società semplici, e le imprese individuali con un numero di addetti fino a cinque, registra segnali di miglioramento nel nostro Paese. Questo è quanto, in particolare, emerge da un’indagine che a Bologna hanno presentato congiuntamente la Confartigianato ed il colosso bancario europeo Unicredit Group; in particolare, nel dicembre dell’anno scorso i finanziamenti alle piccole imprese sono aumentati dell’1,9% rispetto allo stesso mese dello scorso anno dopo che, sia nel 2008, sia nell’intero 2009, il livello dei finanziamenti bancari a sostegno del sistema produttivo ha segnato il passo. L’indagine presentata a Bologna ha da un lato fatto il punto sul contesto congiunturale, e dall’altro sono state tracciate le linee guida e le strategie per il rilancio.
Finanziamenti Milano: più flessibilità per le piccole imprese
In Provincia di Milano le piccole e medie imprese che hanno avuto accesso al credito attraverso Intesa Sanpaolo, o che si apprestano a chiedere mutui e finanziamenti, potranno sfruttare un accordo tra Assolombarda e l’istituto di credito italiano che si spinge oltre l’avviso comune siglato nelle scorse settimane con l’ABI, Associazione Bancaria Italiana, nell’ambito del progetto di mettere a punto una moratoria a favore delle PMI. Le piccole e medie imprese aderenti ad Assolombarda potranno far leva su un plafond pari a ben 350 milioni di euro messi sul piatto da Intesa Sanpaolo per favorire la ripresa del tessuto imprenditoriale sul territorio della Provincia di Milano. In particolare, gli interventi a favore delle aziende milanesi riguardano sia quelli per assicurare adeguati livelli di patrimonializzazione, sia quelli per garantire alle PMI in questa fase di incertezza la necessaria elasticità di cassa.
Prestiti: aumentano le garanzie richieste per ottenerli
Ottenere un prestito in banca senza fornire adeguate garanzie sta diventando sempre più difficile, sia da parte delle imprese, sia da parte delle famiglie. Basti pensare che al Sud, area più interessata a tale fenomeno, per ogni cento euro che la banca concede la banca stessa chiede oltre 40 euro in garanzie reali a copertura delle somme erogate. Su scala nazionale, invece, le banche per ogni 100 euro che prestano vogliono in media 29,6 euro di garanzie; il dato, rilevato dalla CGIA di Mestre sui dati disponibili alla fine dello scorso mese di marzo, è in rialzo di 1,6 punti rispetto al dicembre del 2008 e conferma, in linea tra l’altro con quanto messo in evidenza nei giorni scorsi dalla Banca centrale europea, come le condizioni di accesso al credito siano diventate più stringenti con conseguenti limitazioni e difficoltà per il credito al consumo alle famiglie e per l’erogazione di mutui e prestiti di cui hanno bisogno le imprese sia per la gestione ordinaria, sia per fronteggiare le difficoltà temporanee legate alla contrazione della domanda di beni e servizi.
Finanziamenti PMI: tornano le restrizioni sull’accesso al credito
Sembrava tutto fosse migliorato, ma forse s’è fatto presto a cantar vittoria. Riguardo alle condizioni di accesso al credito da parte delle famiglie e delle imprese, infatti, uno studio effettuato dalla BCE, la Banca Centrale Europea, getta poche luci e molte ombre sullo stato di salute del sistema bancario e finanziario ed in particolare sulla loro propensione a prestare il denaro ed a farlo a condizioni sostenibili alle PMI ed ai nuclei familiari. La BCE, infatti, ha reso noto che nei primi sei mesi di quest’anno le condizioni di accesso al credito nell’area euro sono clamorosamente peggiorate a fronte di un crescente bisogno, da parte di imprese e famiglie, di accedere a mutui, prestiti e finanziamenti. I risultati a livello percentuale, tra l’altro, sono lampanti: nel primo semestre del 2009 solamente il 10% delle aziende ha dichiarato di aver avuto vita più facile nel contrarre un mutuo, un prestito o un finanziamento, mentre il 43% ha rilevato un inasprimento delle condizioni creditizie.
Tassi prestiti: costi elevati per quelli a breve termine
Negli ultimi mesi sia le famiglie, sia le imprese, hanno potuto approfittare, per la stipula di mutui e di prestiti, di tassi di interesse più bassi e più vantaggiosi in virtù della progressiva riduzione del costo del denaro. Pur tuttavia, i tassi di interesse applicati in Italia alle piccole e medie imprese sui finanziamenti a breve termine rimangono tra i più alti rispetto a quelle applicati alle PMI negli altri principali Paesi dell’Unione Europea. A rilevarlo è la CGIA di Mestre in base agli ultimi dati disponibili, ovverosia quelli dei primi sette mesi del 2009, da cui è emerso come in Italia le aziende, per i prestiti con durata inferiore ad un anno, paghino in media un tasso di interesse del 4,02%, ovverosia oltre quattro volte il tasso di interesse di riferimento attualmente fissato dalla Banca Centrale Europea.
Finanziamenti PMI: credito più veloce nel Friuli Venezia Giulia
Nella Regione Friuli Venezia Giulia l’accesso al credito a favore delle micro imprese e delle piccole imprese sarà in futuro più trasparente e più veloce nell’erogazione dei finanziamenti grazie ad un accordo siglato da un lato dalla Commissione regionale dell’Associazione Bancaria Italiana (ABI), e dall’altro dalle Associazioni di categoria delle imprese, ed in particolare dalla Confartigianato, Confcommercio, Confapi, Confcooperative, Legacooperative e Confindustria. Trattasi, nello specifico, di un accordo, unico nel suo genere in Italia, che non punta ad incidere sul libero mercato dell’accesso al credito, ma mira a promuovere in via volontaria l’adozione di processi che permettano di accelerare le pratiche nella concessione dei finanziamenti. Le banche aderenti, quindi, si impegneranno nella regione a rendere le procedure più veloci e più trasparenti, mentre le sedi regionali delle Associazioni di categoria che hanno siglato l’accordo si occuperanno di dare massima diffusione dell’iniziativa alle micro imprese ed alle piccole imprese associate.
Finanziamenti imprese: in Italia i tassi sono tra i più alti in Europa
In Italia il denaro preso in prestito dalle imprese attraverso le banche costa caro, molto caro. E con la stretta creditizia degli ultimi mesi, le cose sono peggiorate sotto tutti i punti di vista: dalle richieste di credito respinte all’aumento degli spread passando per la concessione di credito per un ammontare inferiore a quanto richiesto dall’impresa per i propri fabbisogni di cassa e per il sostegno ai propri piani di investimento. L’ultimissimo allarme sul costo del denaro in Italia a carico delle imprese è giunto dalla CGIA di Mestre, il cui Ufficio Studi, in base ad un’elaborazione, ha rilevato come in Italia i tassi siano e rimangano sempre più elevati rispetto ai principali Paesi del Vecchio Continente. Il differenziale, tra l’altro, è più ampio se si considerano i prestiti a breve termine, ovverosia quelli inferiori ad un anno: in tal caso, infatti, secondo le rilevazioni effettuate dall’Associazione degli artigiani e dei piccoli imprenditori, nel nostro Paese il tasso medio applicato è pari al 4,37% rispetto al 4,02% della media nell’eurozona.
Finanziamenti imprese con il Gruppo Intesa Sanpaolo
Negli ultimi dodici mesi in Italia si è registrato un calo della domanda di credito unitamente ad un aumento del livello di rischiosità. Il merito creditizio delle imprese per effetto della crisi si è infatti deteriorato, ma il Gruppo Intesa Sanpaolo, in accordo con quanto recita una nota emessa dal colosso bancario, è comunque rimasto a fianco delle imprese mettendo in campo anche delle iniziative ad hoc, tra cui quella riguardante l’accordo con la Confindustria con la finalità di garantire la liquidità e la ricapitalizzazione delle piccole e medie imprese. E per i prossimi tre anni, Intesa Sanpaolo è pronta ad accordare ben 30 miliardi di euro di nuovi fidi bancari a fronte delle relative richieste, mentre ammontano a ben 60 miliardi di euro i fidi bancari che sono già stati accordati ma che attualmente non risultano essere utilizzati. Per quanto riguarda invece i prestiti a medio e lungo termine, il Gruppo Intesa Sanpaolo stima di erogarne per i prossimi tre anni un ammontare pari a 50-60 miliardi di euro dopo averne già erogati 8 miliardi di euro negli ultimi sei mesi.
Finanziamenti imprese fino a 250 mila euro con Intesa Sanpaolo-Assolombarda
Il colosso bancario Intesa Sanpaolo, e la Assolombarda, hanno siglato nei giorni scorsi un importante accordo finalizzato a sostenere il tessuto imprenditoriale della Provincia di Milano. Al fine di contrastare la difficile congiuntura economica e finanziaria, infatti, è stato messo a punto un plafond pari a ben 200 milioni di euro per poter permettere a circa duemila imprese della provincia di Milano potenzialmente interessate, di ottenere crediti aggiuntivi fino al livello dei 250 mila euro. L’accordo, in particolare, nasce in virtù del fatto che molte imprese, specie quelli piccole, hanno difficoltà nella gestione di cassa a causa dei ritardi dei tempi di incasso dei crediti verso la clientela. Il credito aggiuntivo erogato alle imprese serve quindi ad affrontare e risolvere quelle che sono in tutto e per tutto delle sfasature di cassa strettamente correlate ai ritardi nei pagamenti.
Prestiti e finanziamenti: l’80% del denaro concesso finisce nelle mani delle grandi imprese
Nel nostro Paese l’ossatura del sistema produttivo è composta da piccole e medie imprese che danno lavoro a milioni di persone e che, a causa della crisi finanziaria ed economica, che ha causato un calo della produttività e delle commesse, si sono ritrovate molto spesso a corto di liquidità. Per poter andare avanti, e superare la crisi, per molte piccole realtà imprenditoriali è stato di conseguenza necessario rivolgersi alle banche per ottenere credito, ma non sempre questo è stato concesso a causa di una forte stretta creditizia. E in tal senso non stupisce un ultimissimo studio messo a punto dalla CGIA di Mestre, da cui è emerso come l’80% del denaro concesso da banche e società finanziarie vada a finire nelle mani di appena il 10% delle aziende che, guarda caso, sono proprio grandi imprese.
Finanziamento bancario integrato per l’imprenditore edile
Nell’ambito dell’ampia offerta di finanziamenti alle imprese, il gruppo bancario Monte dei Paschi di Siena offre una soluzione integrata e completa ideale sia per l’imprenditore che opera nel settore edile, sia per le imprese di costruzioni e le cooperative edili. Il prodotto, denominato “Edilcarnet“, permette infatti, oltre al normale accesso al credito, anche di fare affidamento su tutta una serie di prodotti e di soluzioni accessorie che garantiscono all’imprenditore e/o alla società di poter vendere il “prodotto finito” derivante dall’attività di costruzione. “Edilcarnet” viene proposto da Banca MPS nella soluzione “Pacchetto Base” oppure quella “Pacchetto Più”, potendo a seconda dei casi sottoscrivere mutui edilizi residenziali oppure finanziamenti a medio e lungo termine, anche in più tranche; e ancora strumenti assicurativi importanti come la polizza “Contractor All Risks” o quella di responsabilità civile decennale postuma.
Giovani imprenditori: a Bologna contributi per abbattimento tassi sui prestiti
La Camera di Commercio di Bologna, per l’anno 2009, al fine di incentivare ed agevolare l’imprenditoria giovanile, mette a disposizione attraverso il sistema dei Consorzi fidi dei contributi finalizzati ad ottenere un abbattimento dei tassi per i prestiti a medio ma anche a lungo termine per l’avvio dell’attività d’impresa. Sono ammesse tutte quelle imprese individuali e società di nuova costituzione iscritte regolarmente al registro delle imprese della Camera di Commercio di Bologna in data non anteriore a sei mesi dall’anno in cui viene richiesto il prestito; le agevolazioni sono tra l’altro estese anche a quelle micro imprese o PMI che entro l’anno di richiesta del prestito registrano l’entrata nel capitale di nuovi soci aventi un’età non superiore ai quaranta anni. Rispettati i requisiti, anche in più tranche, le imprese potranno ottenere contributi per l’abbattimento dei costi degli interessi su un ammontare di prestiti non superiore al livello di 80 mila euro.