Quando si richiede una carta revolving, come quando si sottoscrive qualsiasi altro prodotto bancario o finanziario, è sempre opportuno valutare attentamente prima dell’ adesione il costo complessivo del servizio, legato al possesso e alle altre funzioni che la carta mette a disposizione del titolare.
Non è tuttavia sempre agevole capire quali sono i costi effettivi di una carta revolving, perché le voci di spesa possono essere diverse e numerose come spese per gli interessi, le spese annuali, spese di incasso rata e non sono facilmente riconducibili ad un unico valore di costo.
> Come funzionano le carte revolving
Per avere una idea più chiara dei costi di una carta revolving è quindi possibile esaminare le condizioni economiche, a partire dai tassi di interessi praticati, che nelle carte revolving sono relativi alla linea di credito concessa.
> Cosa esaminare nel contratto di una carta revolving
Le condizioni economiche di una carta revolving
Uno dei primi elementi da valutare tra le condizioni economiche di una carta revolving è il tasso annuo nominale o TAN. Il tasso annuo nominale è il tasso di interesse applicato al capitale finanziato, calcolato su base annuale e espresso in percentuale.
Il capitale finanziato può essere utilizzato a volte al lordo di eventuali costi assicurativi o spese di istruttoria. Il TAN rappresenta la quota di interessi che deve essere corrisposta all’istituto che concede il prestito e insieme alla quota di capitale determina l’ammontare della rata mensile da pagare. Anche la durata del finanziamento influisce su questo valore.
Il tasso annuo effettivo globale o TAEG
Il tasso annuo effettivo globale è il valore espresso in termini percentuali e calcolato su base annua che esprime il costo complessivo del finanziamento. A differenza del tasso annuo nominale all’interno del TAEG confluiscono anche le spese di istruttoria, le spese assicurative e gli eventuali altri oneri accessori, tutti costi a carico del cliente.
È però opportuno considerare che la normativa italiana in alcune circostanze permette alle banche e agli istituti di credito di escludere dal calcolo del TAEG alcune voci, come le spese facoltative di assicurazione.