Da circa un anno continua ad aumentare in Europa la domanda di mutui. A sostenere l’erogazione di credito per l’acquisto di nuove abitazioni è soprattutto la Banca Centrale Europea, che negli ultimi mesi ha varato una serie di misure al fine di sbaragliare la morsa del credit crunch. Abbiamo così visto tassi di interesse piombare al loro minimo storico e persino l’introduzione di tassi negativi sui depositi presso Francoforte.
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Mutui a tasso variabile, nasce Mutuo WW Libero Acquisto
Se quando sentite le parole “mutui a tasso variabile”, rabbrividite e pensate alla crisi economica globale, è arrivato il momento di lasciar perdere tutti i preconcetti. Certo, quelli sub-prime erano tossici e il mercato se n’è accorto troppo tardi. Ma in Italia, come ben sappiamo, le cose sono un po’ diverse. Ecco che, nei giorni della moratoria e dell’accordo tra Abi e Governo, viene lanciato un nuovo modo per acquistare un immobile. Si tratta del Mutuo WW Libero Acquisto. Un finanziamento immobiliare ipotecarioa tasso variabile, con rimborso programmabile del capitale: in altri termini, questo mutuo presenta un piano di ammortamento molto flessibile, in grado di permette al mutuatario di scegliere quando rimborsare le quote capitali, fermo restando alcuni limiti e requisiti minimi stabiliti nelle condizioni contrattuali. Una bella boccata d’ossigeno, insomma. E anche una risposta concreta al mercato dei finanziamenti che rischia, qualora non dovesse modificarsi, di implodere. Il rimborso delle quote interessi rimane stabilito con periodicità mensile.
Mutui, 270 famiglie negli ultimi due anni hanno rinegoziato
Negli ultimi due anni, circa 270 mila. Sono queste le proporzioni pari all’8% del totale che riguardano le famiglie italiane che hanno usufruito delle iniziative dalle banche per rinegoziare le rate del mutuo o per sfruttare le norme sulla portabilità. A fornire questo dato è stato il direttore generale dell’Abi Giovanni Sabatini nel corso dell’audizione alla Commissione Ambiente della Camera. Cifra per cifra: 195mila le famiglie che hanno rinegoziato il contratto di mutuo «per un controvalore complessivo di circa 20 miliardi di euro»; 72mila quelle che hanno cambiato banca attraverso la portabilità del mutuo «per un controvalore di circa 8 miliardi di euro».