Bonus bebè e finanziamenti per l’infanzia confermati a Milano

 A Milano l’Amministrazione ha confermato il proprio impegno a sostegno sia dell’infanzia, sia delle donne che lavorano con uno stanziamento di 1,5 milioni di euro approvato dalla Giunta. In particolare, è stata prorogata/rinnovata la misura del bonus bebè nel Comune di Milano; trattasi di un aiuto alle famiglie che sotto la Madonnina è stato istituito nell’anno 2007, e che fino ad ora ha portato all’erogazione del bonus a favore di oltre duemila famiglie con quasi 4,9 milioni di euro erogati. Ma cosa occorre per ottenere il bonus bebè? Ebbene, proprio il Comune di Milano ha fatto presente che per la concessione del bonus serve la maturazione sul territorio, da parte della famiglia, di una residenza pari ad almeno tre anni; l’Isee, indicatore della situazione economica equivalente, non deve inoltre essere superiore al livello dei 18 mila euro.

Microcredito agevolato nella Regione Toscana

 E’ partito oggi, 1 marzo 2010, nella Regione Toscana, un importante progetto di accesso al credito finalizzato a sostenere a livello finanziario le famiglie che sono in difficoltà; l’Amministrazione regionale, infatti, avvalendosi della collaborazione delle Misericordie, Arci, Fondazione Antiusura, Anpas e Caritas, ha avviato un progetto di microcredito agevolato al fine di poter concedere piccoli prestiti a tasso agevolato e rimborsabili in piccole rate fino a durate pari a ben cinque anni. Al fine di individuare le famiglie in difficoltà sul territorio regionale, che non riescono più a far quadrare il proprio bilancio, ci sono ben 85 Centri di Ascolto ai quali ci si potrà rivolgere. L’intervento della Regione, tra l’altro, consiste nell’offrire alle banche la garanzia gratuita sui prestiti, per una quota fino all’80% dell’importo erogato, al fine di concedere credito per massimi 4.000 euro ad un tasso medio agevolato e pari all’incirca al 4/5% in modo da poter pagare mensilmente, con un piano di ammortamento fino a cinque anni, una rata pari all’incirca a 70/80 euro.

Provincia di Lucca: finanziamenti agevolati a PMI e famiglie in difficoltà

 Nell’ambito dei piani locali di aiuti alle famiglie ed alle imprese, anche il Comune di Capannori, in provincia di Lucca, scende ufficialmente in campo a sostegno delle piccole e medie imprese e delle famiglie in difficoltà; questo grazie ad una convenzione stipulata con l’istituto di credito della Cassa di Risparmio di Lucca, Pisa e Livorno, che permetterà ai soggetti privati ed alle aziende di poter accedere, in questo momento di crisi di liquidità, a finanziamenti agevolati. Per quanto riguarda i privati, a poter usufruire del credito agevolato potranno essere sia i lavoratori residenti nel Comune messi in cassa integrazione, sia i precari ed i lavoratori disoccupati, mentre per quanto riguarda le PMI di Capannori potranno accedere ai finanziamenti quelle che hanno un giro d’affari non superiore al livello dei 2,5 milioni di euro. Le imprese beneficiarie, ivi comprese quelle che vantano dei crediti nei confronti dell’Amministrazione di Capannori, potranno utilizzare il credito agevolato sia per esigenze legate al ripristino della liquidità di cassa, sia per acquistare attrezzature, beni strumentali, arredi, ma anche per effettuare interventi con finalità di ristrutturazione edilizia di immobili rientranti nell’attività d’impresa.

Aiuti alle famiglie: bonus bollette e piccoli prestiti in Provincia di Pesaro e Urbino

 Anche la Provincia di Pesaro e Urbino scende in campo a sostegno della popolazione residente, ed in particolare delle famiglie in difficoltà, annunciando la stipula di due protocolli d’intesa con Enti, Società e Sindacati, che permetteranno di aiutare i nuclei familiari con agevolazioni sia nell’accesso al credito attraverso la concessione di micro-prestiti, sia con sconti sulle bollette relative al servizio idrico ed alla tassa rifiuti. Le domande potranno essere inoltrate dai lavoratori e dalle famiglie, che rispettano i requisiti richiesti, a partire dal prossimo 15 giugno 2009. Lo sconto sulle bollette, grazie ad un fondo pari a ben 240 mila euro, è destinato ai lavoratori che, dallo scorso 1 gennaio 2009, sono stati sospesi dal lavoro o sono in cassa integrazione; nel beneficio rientrano anche i lavoratori precari, ovverosia i lavoratori con un contratto co.co.pro. e co.co.co. che non è stato rinnovato.

Prestito della Speranza: come funziona

 Nelle scorse settimane, in scia ai disagi ed alle difficoltà delle famiglie monoreddito ad affrontare la crisi economica, anche la Conferenza Episcopale è scesa in campo a sostegno di quelle fasce più deboli della popolazione che, pur essendo prive di colpa, pagano più di tutti a caro prezzo gli effetti nefasti della recessione. La CEI, dopo aver preannunciato la messa a punto di un prestito per le famiglie meno abbienti, ha stipulato di recente un accordo con l’ABI, l’Associazione Bancaria Italiana, che permetterà, a partire dal prossimo 1 settembre 2009, di poter accedere al “Prestito della Speranza“. Ma chi potranno essere i beneficiari di tale iniziativa? Ebbene, il compito è affidato alle parrocchie che, più di tutte, sono in grado di identificare quelle persone che non solo non riescono ad arrivare alla fine del mese, ma che hanno anche problemi a far fronte ai bisogni primari per cause legate molto spesso alla perdita del posto di lavoro da parte dell’unico componente occupato del nucleo familiare.