In questo momento molti correntisti di parecchie banche italiane pagano delle commissioni salate, salatissime, per le scoperture temporanee in conto corrente, anche se lo scoperto è di un solo euro e per pochissimi giorni. Anche l’Antitrust in merito ha voluto vederci chiaro, e dopo aver effettuato un monitoraggio ha inviato al Parlamento, al Governo ed alla Banca d’Italia una segnalazione nella quale viene specificato come le commissioni bancarie introdotte dagli istituti di credito, in concomitanza con l’abolizione della commissione di massimo scoperto, siano onerose ed ancor più penalizzanti a carico dei correntisti. Della stessa idea però non appare l’ABI, Associazione Bancaria Italiana, la quale invece con una nota ufficiale ha sottolineato come gli oneri a carico dei correntisti con le nuove commissioni non siano più alti, ed ha invitato l’Antitrust ad un confronto anche per analizzare in maniera più approfondita le caratteristiche del monitoraggio effettuato dall’Autorità.
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Commissioni bancarie: Abi chiede confronto con Antitrust
L’ABI, Associazione Bancaria Italiana, nella giornata di ieri, nel momento in cui ha appreso la notizia relativa alla segnalazione inviata dall’Antitrust al Governo, al Parlamento ed alla Banca d’Italia, ha chiesto ufficialmente un incontro con l’Autorità Garante per la Concorrenze ed il mercato per un confronto sulle commissioni bancarie. L’AGCM, in particolare, ha segnalato alle istituzioni il fatto che, a seguito di un accurato monitoraggio su un campione ampiamente rappresentativo di banche, e valido anche per gli istituti di credito controllati, sono state introdotte, dopo l’abolizione della commissione di massimo scoperto, delle nuove commissioni bancarie sugli scoperti temporanei in conto che sono ancora più onerose per i correntisti.
Carte di pagamento: istruttoria Antitrust sulle commissioni interbancarie
Citando possibili intese nel comparto delle carte di pagamento, l’AGCM, Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato, ha reso noto d’aver avviato un’istruttoria sulle modalità con cui vengono fissate le commissioni interbancarie, con il conseguente trasferimento di costi elevati sia a carico degli esercenti, sia a carico dei consumatori. Nel mirino dell’Antitrust, a seguito di una riunione tenutasi lo scorso 15 luglio, ed in scia alla notifica del provvedimento ai destinatari oggetto dell’istruttoria, sono finite ben otto tra banche e società finanziarie, nonché il colosso delle carte di credito Mastercard. Nel dettaglio, le otto tra banche e società finanziarie oggetto dell’istruttoria avviata dall’Autorità sono le seguenti: Banca Sella Holding, Barclays Bank, Banca Monte dei Paschi di Siena, Banca Nazionale del Lavoro, Unicredit, Deutsche Bank, l’Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane (ICBPI) ed Intesa Sanpaolo.
Antitrust: carte prepagate troppo care, pagare la spesa con il cellulare si può
Una carta prepagata è uno strumento di pagamento utilizzabile come una carta di credito ma esiste una differenza: l’importo spendibile in acquisti non è addebitato su un conto corrente ma deve essere versato dal titolare anticipatamente. Si versa quindi il denaro sulla carta e poi si può spendere. Le carte prepagate sono emesse da un istituto di credito e collegate al circuito internazionale VISA o Mastercard. Sono dotate di PIN, per prelevare contanti allo sportello automatico o all’estero. Da qualche anno a questa parte, grazie alla comodità dello strumento, alla maggiore necessità di controllare le spese, il pagamento elettronico con prepagata sta aumentando (i tassi medi di crescita sono di oltre il 70 per cento l’anno). Secondo lo studio dell’Authority, alla fine del 2007 l’insieme delle tessere emesse da banche e Poste Italiane era pari a 5,8 milioni, con un aumento rispetto all’anno precedente del 30,1%.
Moneta elettronica: le carte prepagate costano troppo
In Italia negli ultimi anni c’è stato un vero e proprio boom di crescita nell’utilizzo della moneta elettronica attraverso non solo le carte di credito “classiche”, ma anche le “ricaricabili” utilizzate sia dai giovani, sia dagli adulti come un vero e proprio “borsellino elettronico“. Pur tuttavia, alla diffusione a macchia d’olio dell’utilizzo delle carte corrispondono costi elevati a carico dei cittadini/consumatori. A rilevarlo è stata l’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato a seguito di un’indagine conoscitiva da cui è emerso come, secondo l’AGCM, sia necessario aprire il mercato delle carte prepagate sia agli operatori della telefonia mobile, sia alle società che operano nel business dei micro-pagamenti. I costi delle ricaricabili, in base all’indagine conoscitiva condotta dall’AGCM, variano in base al fatto che il consumatore sia o meno titolare di un conto corrente: nel primo caso il costo medio annuo è di 18 euro, mentre per chi non possiede un conto corrente, anche in virtù di un maggiore utilizzo, e di commissioni di ricarica che complessivamente possono anche raggiungere i cinque euro ad operazione, i costi schizzano a 67 euro medi annui.