Chiudere un conto e aprirne un altro in quattro mosse

 Per chiudere un conto corrente bancario ed aprirne uno nuovo presso un’altra banca, sono quattro le cose importanti da sapere. A farlo presente è l’Abi, Associazione Bancaria Italiana, sottolineando innanzitutto come il nuovo conto corrente debba essere aperto scegliendo quello migliore in base alle proprie esigenze; a tal fine, l’Abi consiglia sul nuovo conto di acquisire sia la documentazione precontrattuale, sia “Il Conto Corrente in parole semplici“, una Guida utile e semplice che è stata predisposta dalla Banca d’Italia. La seconda cosa da fare è quella di andare a valutare quali servizi andare a trasferire dal vecchio al nuovo conto corrente, e quali invece revocare; a tal fine il correntista può chiedere aiuto all’operatore della nuova banca. La terza cosa da fare riguarda la richiesta di trasferimento dei servizi bancari che può essere fatta, attraverso la firma di un apposito mandato, direttamente dalla nuova banca senza che il correntista debba occuparsene recandosi presso il vecchio istituto di credito.

Conti correnti bancari italiani, i più cari del mondo

 I conti correnti bancari italiani sono i più cari del mondo. Ad affermarlo congiuntamente sono l’Adusbef e la Federconsumatori che, per voce dei rispettivi presidenti, Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, chiedono apertamente alla Banca d’Italia di introdurre nel sistema bancario una salutare concorrenza che per le due Associazioni dei Consumatori e degli Utenti non c’è affatto visto che, tra l’altro, nel nostro Paese non sono salati solamente i conti correnti, ma anche i mutui ed i prestiti. Adusbef e Federconsumatori, infatti, si chiedono come mai le famiglie italiane paghino in media uno scarto dello 0,59% di tasso in più sui mutui, e addirittura un +2,16% sui prestiti rispetto all’attuale media dei tassi praticati nei Paesi dell’Unione Europea.

Isc conti correnti: Ing Direct gioca d’anticipo

 Il Conto Corrente Arancio oltre ad essere uno dei migliori conti correnti online a canone zero, e addirittura con l’imposta di bollo a carico di Ing Direct con l’accredito dello stipendio o della pensione, è anche un conto corrente con l’ISC, l’Indicatore Sintetico di Costo, pari a zero per tutti i sei profili definiti e previsti dalla Banca d’Italia. Ad annunciarlo ai propri clienti è proprio il colosso bancario Ing Direct che, quindi, gioca d’anticipo rispetto all’entrata in vigore della normativa prevista per il 26 maggio 2010. A partire da mercoledì prossimo, infatti, le banche in materia di conti correnti devono sia avere, sia comunicare alla propria clientela l’Isc relativamente a sei profili di utilizzo definiti dalla Banca d’Italia. Come accennato, il Conto Corrente Arancio ha l’ISC pari a zero per il profilo “Giovani” e lo stesso dicasi per “Famiglie con operatività bassa”, “Famiglie con operatività media“, “Famiglie con operatività elevata”, “Pensionati con operatività bassa” e “Pensionati con operatività media“.

Conto corrente semplice di Banca Sella

 In linea con le caratteristiche standard definite dalla Banca d’Italia, il Gruppo Banca Sella ha ideato e lanciato sul mercato il “Conto Corrente Semplice“, un conto corrente ideale per chi punta ad un prodotto di facile utilizzo per le esigenze bancarie di base e per gestire il proprio denaro, gli incassi ed i pagamenti. Il “Conto Corrente Semplice” di Banca Sella ha infatti un costo annuo una tantum, pari a 49 euro, ed include nel contributo tutta una serie di servizi in maniera chiara a partire dal canone annuo incluso della carta di debito, tutte le operazioni effettuate con il Pagobancomat, il versamento di contanti e di assegni, le domiciliazione di Rid ed utenze, l’invio degli estratti conto e delle comunicazioni di Legge relative alla trasparenza bancaria. Inclusi nel canone annuo ci sono anche l’accredito dei bonifici, l’accredito della pensione e/o dello stipendio, i prelievi di contanti allo sportello e le richieste di elenco movimenti bancari in maniera illimitata.

Inchiesta Trani: macché Berlusconi, le carte revolving il vero scandalo

 In principio fu… furono: le carte di credito. Già, perché l’ormai celeberrima inchiesta della Procura di Trani dalla quale sono emersi – anche – contatti telefonici tra il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e le autorità garanti delle comunicazioni in realtà nacque, nella lontana Estate del 2008, per appurare l’esistenza o meno di interessi usurari applicati da American Express a alcuni possessori di carte di credito revolving, Gold e Blu. Interessi che, in caso di ritardato pagamento, sono arrivati, secondo i periti della procura, fino al 54%, cioè ben oltre le soglie di usura stabilite dalla Banca d’Italia.

Banche & Assicurazioni: serve più trasparenza

 Se il mercato assicurativo e quello bancario fossero specchi d’acqua, qualcuno li paragonerebbe a torbidi stagni: la vita brulica anche lì, ed in effetti non mancano le proposte di nuovi prodotti e soluzioni di risparmio o previdenza, ma è davvero difficile farsi un’idea di tutto quello che c’è sotto perché le acque sono ferme, limacciose, niente a che vedere con la trasparenza cristallina dei torrenti di montagna. Ma se nel caso degli stagni questa è una caratteristica necessaria, negli altri due mondi che abbiamo deciso di prendere come termini di paragone le cose non vanno proprio nella stessa maniera. Anzi… è qui che si inserisce il monito di cui andiamo a rendervi conto.

Conti correnti: arrivano i profili per clienti-tipo

 Riuscire a confrontare nel nostro Paese i conti correnti in termini di costo non è molto facile. Un conto a pacchetto offerto da una banca infatti, non è quasi mai confrontabile con quello di un’altra banca, ed anche quando il costo è lo stesso, i servizi inclusi sono differenti con la conseguenza che è difficile poter valutare in maniera immediata la convenienza se non andando a leggersi i fogli informativi. Ebbene, ben presto questo problema potrebbe essere risolto visto che la Banca d’Italia punta ad obbligare gli Istituti di credito a definire degli indici sintetici di costo considerando sei clienti-tipo per i conti cosiddetti “package”, ed un indice sintetico di costo per il cliente-tipo che utilizza il conto corrente cosiddetto a tariffazione, ovverosia con costi crescenti in funzione della frequenza di utilizzo dei servizi.

Assicurazioni Genali, si muove il gotha della finanza

 Qualcosa nelle Generali, si muove. Nella sede triestina dell’istituzione assicurativa più importante del Paese sono da tempo cominciati i giochi per l’avvicendamento di Antoine Berhneim, 85 anni e dal ‘95 presidente del Leone, ora con un fatturato superiore agli 828 milioni di euro (anno 2008). Dentro la compagnia assicurativa c’è tutto il gotha dell’alta finanza e imprenditoria italiana. Soprattutto Mediobanca, principale azionista e unica merchant bank del Paese con il 14,76%, ma anche la Banca d’Italia con il 4,49% e il gruppo Unicredit 2,98%. Ma anche il gruppo Caltagirone, holding operante nei settori dell’edilizia, del cemento, dell’immobiliare e dell’editoria sta man mano acquisendo prestigio e peso azionario all’interno di Generali (nel giro di un anno il gruppo del “Calta” ha sfondato la soglia del 2%).

Prestiti, il grande vince sempre

 Piove sempre sul bagnato. Succede anche nei prestiti. L’ufficio studi della Banca d’Italia, conferma con uno studio – pubblicato nella giornata di ieri – un vecchio proverbio popolare. Sì, ma questa volta applicato alle imprese. Alessio d’Ignazio, Diego Caprara e Amanda Camignani si sono concentrati sui prestiti agevolati. Ebbene la tendenza è chiara: più grande è l’istituto pubblico a richiedere il prestito, maggiori sono le probabilità di ottenerlo. La ricerca, che analizza 10 anni, quelli compresi tra il 1998 e il 2007, traccia un quadro ben preciso. «Le risorse pubbliche sono state indirizzate alle imprese delle regioni a statuto speciale – ossia Sicilia, Sardegna, Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia – e quelle di maggiori dimensioni».

Commissioni bancarie: Abi chiede confronto con Antitrust

 L’ABI, Associazione Bancaria Italiana, nella giornata di ieri, nel momento in cui ha appreso la notizia relativa alla segnalazione inviata dall’Antitrust al Governo, al Parlamento ed alla Banca d’Italia, ha chiesto ufficialmente un incontro con l’Autorità Garante per la Concorrenze ed il mercato per un confronto sulle commissioni bancarie. L’AGCM, in particolare, ha segnalato alle istituzioni il fatto che, a seguito di un accurato monitoraggio su un campione ampiamente rappresentativo di banche, e valido anche per gli istituti di credito controllati, sono state introdotte, dopo l’abolizione della commissione di massimo scoperto, delle nuove commissioni bancarie sugli scoperti temporanei in conto che sono ancora più onerose per i correntisti.

Conto corrente semplice per le esigenze bancarie di base

 Nelle scorse settimane l’ABI, Associazione Bancaria Italiana, e le Associazioni dei Consumatori hanno siglato un accordo per la creazione del “Conto corrente semplice”, un conto corrente che le banche, in via opzionale, possono offrire alla propria clientela senza modificarne il nome ma con un canone annuo fissato dall’Istituto di credito. Da banca a banca, fermo restando la facoltà dell’istituto di definirne il canone annuo, il “Conto corrente semplice” comprende nel costo servizi ed operazioni che non possono variare. In questo modo, il potenziale correntista, volendo aprire il “Conto corrente semplice“, ideale per le esigenze bancarie di base, può magari stipularlo con la banca che lo offre al minor prezzo. Ebbene, al riguardo, in accordo con un documento pubblicato dalla Banca d’Italia, sono state definite le operazioni ed i servizi che si potranno utilizzare sottoscrivendo il conto corrente semplice.

Mutuo prima casa: come sceglierlo con attenzione

 Qual è la tipologia di tasso più conveniente per stipulare un mutuo per l’acquisto della prima casa? I vantaggi e gli svantaggi in merito alla scelta del tasso fisso, o di quello variabile, sono strettamente legati non solo alle correnti condizioni di mercato, ma anche alla propria situazione economica. In ogni caso, è sempre bene confrontare tra di loro, a parità di importo richiesto per il mutuo e di tipologia di tasso, le offerte e le proposte di più banche e/o società finanziarie. Al riguardo la Banca d’Italia, nella guida “Il mutuo per la casa in parole semplici“, sottolinea come il potenziale mutuatario, prima di stipulare il finanziamento per l’acquisto della prima casa ad uso residenziale, può sempre in via preliminare consultare i siti Internet degli intermediari, i quali di norma pubblicano on line i fogli informativi e quelli comparativi dei mutui.

Mutuo e conto corrente: online le guide pratiche della Banca d’Italia

 A partire dalla giornata di ieri, per i privati, le famiglie e per chiunque ne volesse sapere di più in materia di mutui e di conti correnti, la Banca d’Italia ha pubblicato on line, sul proprio sito Internet, due guide pratiche: quella sul conto corrente è intitolata “Il conto corrente in parole semplici“, e quella sul mutuo “Il mutuo per la casa in parole semplici“; in questo modo, tutti possono acquisire le informazioni per capire come scegliere un mutuo e/o un conto corrente, quali sono gli aspetti su cui fare attenzione prima di aprire un conto o stipulare un finanziamento immobiliare, e quali sono i diritti del correntista e del mutuatario e, nel caso, come farli valere magari nel caso in cui dovessero sorgere delle controversie.

Cattivi pagatori e protestati: Centrale dei Rischi

 Trovarsi iscritti nei registri dei cattivi pagatori, o ancor peggio aver subìto un protesto è una situazione diffusa più di quanto si possa pensare. Nel 2008 i protesti superano i 4,1 miliardi di euro: in lieve crescita è il numero, con un più 0,7%, ma in forte aumento è il valore medio con un più 10,9%. Questi sono i dati rilevati dall’analisi condotta da InfoCamere per conto di Unioncamere sull’andamento dei protesti nelle regioni e nelle province italiane nel corso del 2008. Le situazioni più gravi sono in Lombardia, Lazio e Campania con un monte di scoperto pari, rispettivamente, a 796, 787 e 646 milioni di euro.

Per quanto tempo si viene “etichettati” cattivi pagatori? Il nuovo codice di deontologia prevede una riduzione dei tempi conservazione dei dati (max 3 anni) rispetto a quella in vigore fino al 2004: le centrali rischi private, infatti, conservavano il nominativo dei “cattivi pagatori” anche per più di cinque anni, oggi finalmente la situazione é cambiata. Le centrali rischi forniscono al sistema bancario e finanziario informazioni sulla posizione creditizia dei clienti. Esistono varie tipologie di Centrale dei rischi: