Mercato dei mutui in leggera ripresa nel terzo trimestre 2013

 Nel corso del terzo trimestre 2013 il mercato immobiliare italiano ha fatto registrare deboli segni di ripresa, anche se ancora non si può parlare – e forse neanche per i prossimi mesi – di una vera e propria inversione di tendenza. Lo rileva una recente indagine compiuta dalla Banca d’Italia in collaborazione con Tecnoborsa e con l’Agenzia delle Entrate, che hanno analizzato l’andamento delle compravendite immobiliari e delle richieste di mutuo del periodo. 

In aumento i tassi di interesse sui prestiti a settembre 2013

 Anche per il mese di settembre 2013 la Banca d’Italia ha elaborato il tradizionale bollettino mensile che descrive a livello statistico l’andamento del mercato del credito in Italia. La fotografia scattata dall’Istituto di via Nazionale per il mese di settembre 2013 rivela dunque un generale innalzamento dei tassi di interesse sui prestiti, ma un blocco del loro calo numerico. 

Per Bankitalia il criterio della selezione del credito deve essere applicato in modo migliore

 Uno dei più grandi problemi che l’Italia si trova ad affrontare in questo periodo, sia sotto il profilo economico che, di conseguenza, sotto quello politico, è quello del cosiddetto credit crunch, la stretta nella concessione del credito, che ha colpito sia le attività produttive delle imprese che i redditi delle famiglie.

Ma su questo problema è intervenuto recentemente il Direttore Generale della Banca d’Italia, dimostrando una posizione piuttosto originale sulla questione. 

Agevolazioni per chi vive in affitto

 Nelle scorse ore abbiamo avuto modo di esaminare con attenzione la nuova disciplina delle agevolazioni sui mutui prima casa. Le novità legate al rifinanziamento degli strumenti agevolativi riguardano tuttavia anche le famiglie che vivono in affitto, con la continua disponibilità del Fondo di sostegno per l’accesso alle abitazioni in locazione, già previsto dalla l. 431/1998, e il Fondo di garanzia a copertura del rischio di morosità di locatari altrimenti affidabili, di nuova creazione.

Banca Marche commissariata da Bankitalia

 I problemi finanziari di Banca Marche erano noti da tempo, ma ora la grave situazione in cui versa l’istituto di credito marchigiano ha spinto la Banca d’Italia a procedere con il commissariamento della stessa. Banca Marche, dunque, dovrà essere assoggetata a una gestione provvisoria, con un termine stabilito in due mesi. La notizia è stata subito diffusa dalla stessa banca marchigiana sul proprio sito ufficiale, sottolineando che è stata disposta “la sospensione, in via temporanea, degli organi con funzioni di amministrazione e controllo di Banca delle Marche”.

Conti Corrente, Prestiti e Mutui: Italia maglia nera della trasparenza, sui cittadini una tassa oscura di 350 euro

 “I furbi sono sempre gli stessi”. È questa un’opinione comune, ben espressa da un proverbio in milanese che evitiamo di citarvi, che descrive la situazione italiana all’indomani della manovra correttiva da 24 miliardi di euro varata dal Governo per scongiurare il rischio di un default e di una svalutazione dei titoli di debito pubblico del BelPaese, come accaduto alcune settimane or sono in Grecia. Nella manovra, infatti, sembra non esserci traccia alcuna di interventi a carico delle banche: si bloccano i rinnovi dei dipendenti pubblici, si cancellano alcuni enti, non si  introduce alcuna tassa aggiuntiva sulle transazioni ai danni dei giganti della finanza, cosa che invece è successa altrove con previsioni di gettito di un certo rilievo (120 miliardi di dollari negli USA).

Trasparenza: arriva l’Isc per i consumatori

 E’ in vigore da mercoledì 26 maggio, l’indicatore sintetico di costo, Isc. Fortemente voluto dalla Banca d’Italia, l’Isc permette ai consumatori di sapere in anticipo, indicativamente, quanto spenderanno in un anno per il loro conto corrente e quindi di confrontare in maniera più semplice le offerte di diverse banche. Cosi’, in caso di differenza importante tra le due spese, il cliente potra’ meglio valutare se cambiare prodotto, scegliendo un conto piu’ adatto e meno costoso. Dopodiché occorre farsi rilasciare dalla banca i fogli informativi di quei conti correnti che corrispondono al proprio profilo di utilizzo. All’interno di questi occorre scegliere, per risparmiare, quello con l’Isc più basso e quindi fare la scelta del conto corrente in base alla convenienza. Se il conto non è il più adatto alle esigenze del cliente è quindi importante andare in banca per informarsi sulla possibilità di cambiarlo.

Inchiesta Trani: American Express, interessi usurai e rischio riciclaggio

 Ed è solo l’inizio… L’inchiesta di Trani, che ci auguriamo possa essere condotta in porto con risolutezza così da portare frutti decisivi per lo stravolgimento di un mercato che ci è parso troppo spesso operare ai limiti dell’oscurità, ha visto come primo esito il blocco delle nuove emissioni per American Express e Diners, ma il futuro potrebbe non essere roseo neppure per molti altri operatori del settore delle carte di credito con rimborso rateale, le cosiddette revolving. La promessa, che al momento è solo una premessa, è che a pagare siano tutti (gli istituti coinvolti), dal momento che sembra siano “almeno una dozzina” (secondo quanto hanno riferito fonti inquirenti) le finanziarie e le corporations al momento sotto inchiesta.

Carte di Credito: American Express e Diners bocciate da Bankitalia

 Stop! Quando le cose non funzionano, è giusto che si ponga un punto e si riparta daccapo a prescindere dalle figure coinvolte nella situazione. Un plauso a Bankitalia, dunque, che con un decisionismo tipicamente non italiano – e per questo in grado di destare una meraviglia “positiva” – ha bloccato l’emissione di nuove carte di credito da parte di American Express e Diners. Accusati di avere sistemi informatici permeabili a tentativi di riciclaggio e appetiti usurai (quest’ultima imputazione riguarda solo AmEx), i due colossi del credito “virtuale” finiscono in quarantena. Tutti merito di un’inchiesta, quella di Trani, che rischiava di concentrarsi su topics molto meno interessanti, ma grazie agli inquirenti è rimasta ben allineata lungo i suoi binari iniziali.

Bankitalia: costo medio conto corrente 114 euro

 Il costo di un conto corrente bancario, secondo un’indagine condotta da Bankitalia sulle spese sostenute dalla clientela nel 2008, è pari, in media, a 114 euro. Lo conferma il capo del Servizio Normativa e Politiche di Vigilanza della Banca d’Italia, Andrea Enria:

Il costo medio e’ rimasto sostanzialmente allineato a quello rilevato nelle indagini condotte nei due anni precedenti. Emerge invece chiaramente che, a parita’ di altre caratteristiche, i conti aperti negli ultimi anni presentano costi significativamente piu’ bassi (inferiori a 90 euro) rispetto ai conti gia’ in essere prima del 2000 (oltre i 125 euro).

Draghi, 2010 anno decisivo

 Le banche al collasso, le famiglie in crisi. E qualche piccolo, piccolissimo segno positivo. La ripresa è debole in Europa e fragile ovunque. Ma il 2010 sarà un anno cruciale. Lo dice Mario Draghi, governatore di Bankitalia e presidente del Financial Stability Board. «Quasi tutte le banche sono sulla via di risolvere i problemi di finanziamento, ma i loro bilanci sono ancora esposti a elementi di fragilità legati soprattutto allo stato della ripresa economica» ha affermato il governatore nel corso dell’audizione della commissione Affari economici e monetari del Parlamento europeo su «La strategia post crisi e la modernizzazione dell’architettura finanziaria globale». Draghi ha parlato come presidente del Fsb, l’organismo internazionale che promuove la stabilità finanziaria.

Carte di Credito? Giovani esclusi

 L’annuncio fatto dal Governo, per bocca del Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, a inizio anno è stato molto chiaro:

I conti non sono eccezionali, faremo deficit extra solo per eventuale cassa-integrazione.

Morale: chi ha il lavoro cerca di tenerselo stretto, ma vanta comunque un’opzione nel caso in cui dovesse perderlo. Chi non ce l’ha, ahilui, può continuare a cercare sperando in un’occasione buona che però non arriva mai, o comunque stenta. C’è infine anche un’ultima categoria che il lavro ce l’ha a rischio, per così dire, per contratto, perciò oggi soffre ancora di più: flessibili, autonomi, collaboratori e Partite Iva. Atipici, insomma; precari. Tutti senza tutele. Nella stragrande maggioranza giovani.