La maggior parte delle proposte di mutuo a tasso variabile fondano il calcolo degli interessi sull’andamento dell’indice Euribor, in genere a tre mesi, tuttavia è possibile scegliere un’alternativa più stabile.
La maggior parte delle proposte di mutuo a tasso variabile fondano il calcolo degli interessi sull’andamento dell’indice Euribor, in genere a tre mesi, tuttavia è possibile scegliere un’alternativa più stabile.
La scelta del migliore mutuo casa passa in ogni caso dal confronto degli interessi applicati in base alla tipologia di rimborso scelta, a tasso fisso o variabile.
In questi giorni la Bce deciderà probabilmente un’ulteriore riduzione del tasso sui depositi, oggi al -0,3%. Nelle sale trading, fino a pochi anni fa, i modelli che prevedevano tassi negativi venivano scartati in favore di quelli più complessi che imponevano un limite inferiore pari a zero.
Alcune settimane fa la Banca Centrale Europea ha dato il via ad un massiccio programma acquisto di titoli di stato chiamato Quantitative Easing. Quali saranno, quindi, nel breve e nel lungo periodo gli effetti sui mutui del programma varato dalla BCE?
Il quantitative easing da poco varato dalla Banca Centrale Europea è uno strumento alternativo ad altre tecniche convenzionali che mirano a far risalire l’ inflazione, come quelle del taglio progressivo dei tassi di interesse richiesti sui prestiti che vengono praticati alle grandi banche nazionali, di norma utilizzati per raggiungere uno degli obiettivi statutari della BCE stessa, che prevede la risaliva del tasso di inflazione vicino al 2 per cento.
Solo alcuni giorni fa il Presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, ha varato insieme al consiglio direttivo del massimo istituto bancario europeo, la BCE, il quantitative easing, un vasto programma di acquisti di titoli di stato che ha lo scopo di risollevare le sorti dell’ economia del vecchio continente.
In un momento di grande attesa per la politica monetaria internazionale, in cui tutti i riflettori sono puntati verso le decisioni della Banca Centrale Europea, che ha da poco attivato il programma di acquisti di titoli di stato, l’ atteso quantitative easing, il cui scopo è quello di far crescere l’
inflazione entro il 2016, è opportuno vedere anche quali sono state le decisioni dell’ Eurotower in merito al valore dei tassi di interesse.
La BCE – la Banca Centrale Europea – ha approvato l’ atteso quantitative easing, ovvero il lungo piano di acquisti necessario per far salire l’ inflazione nei prossimi mesi, piano che sarà attivo almeno fino al 2016. Vediamo quindi più da vicino che cosa prevede questo piano.
La BCE – Banca Centrale Europea – dopo lunghe attese e numerosi annunci ha finalmente deciso per il quantitative easing, il programma mensile di acquisto di titoli di stato per un valore complessivo di 60 miliardi di euro ogni 30 giorni. Questo programma verrà attuato a partire dal prossimo primo marzo e si concluderà nel mese di settembre 2016, con lo scopo di far finalmente salire il tasso di inflazione fino a farlo arrivare vicino il target previsto del 2 per cento – attualmente si trova vicino allo 0,2 per cento.
Quando si parla di Banca Centrale Europea – BCE – si sente presso nominare il suo Consiglio Direttivo, ovvero l’Executive Council, organo decisionale dell’ istituto di Francoforte, dove vengono prese le scelte di politica monetaria. Ma come funziona questo consiglio così famoso ed importante? E come vengono prese le decisioni al suo interno?
Tra poco meno di due settimane Mario Draghi, il presidente dell’Eurotower darà probabilmente il suo placet all’attesa operazione di quantitative easing, ovvero una massiccia operazione di acquisto di titoli di stato da parte della Banca Centrale Europea – BCE – per sostenere l’economia finanziaria in difficoltà dell’Eurozona e far risalire l’inflazione.
Fra circa dieci giorni, il prossimo 22 gennaio 2015, secondo le previsioni degli analisi, la Banca Centrale Europea – BCE – darà il via libera ad una grande operazione di acquisto di titoli di Stato e non sulle diverse piazze europee, il cosiddetto quantitative easing, al fine di aumentare la circolazione della liquidità negli stati del Vecchio Continente. Gli esperti di settore sono più che sicuri di questa manovra, che viene annunciata ormai da mesi da parte dell’Eurotower, e dunque tutti i risvolti ad esso collegati sono oggi le scommesse più semplici dei mercati.
Con la seduta del 2 gennaio 2015 si sono ufficialmente riaperte le contrattazioni sui mercati dopo la pausa natalizia e alcune piazze internazionali, tra cui la stessa Piazza Affari, sembrano aver acquisito uno slancio positivo che hanno conservato anche nei giorni successivi. La causa di questo piccolo sprint di inizio anno è da individuare nelle parole di recente pronunciate da Mario Draghi, il numero uno della Banca Centrale Europea, in merito alla possibilità dell’introduzione di un nuovo quantitative easing a breve termine.
Il giorno 4 dicembre scorso si è avuta l’ attesa riunione del direttivo della Banca Centrale Europea e subito dopo la conferenza stampa da parte del numero uno dell’ Istituto di Francoforte, Mario Draghi, il quale ha rimandato al prossimo anno l’ utilizzo di misure non convenzionali, annuncio che ha fatto subito crollare gli indici di borsa.