Commissioni scoperto conto corrente: posizione Abi

 In risposta alle recenti dichiarazioni da parte del Presidente dell’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato (Antitrust), nei giorni scorsi l’ABI, Associazione Bancaria Italiana, è intervenuta con una nota ufficiale in merito alle commissioni che le banche applicano sugli sconfinamenti, ovverosia su quelle operazioni che i clienti effettuano sui conti correnti senza che ci sia la necessaria copertura. Ebbene, al riguardo l’Associazione ha posto l’accento sul fatto che i cosiddetti “scoperti transitori” in conto corrente derivano dalle disposizioni di pagamento che gli utenti effettuano senza le necessarie risorse, ed a fronte, tra l’altro, di un comportamento che non è nè previsto, nè stabilito dal contratto. Di conseguenza, il correntista utilizza somme non disponibili sul conto per le quali la banca, a fronte dell’applicazione di commissioni, agevola il correntista evitandogli le conseguenze relative all’impagato che molto spesso possono essere gravi e portare a fatti spiacevoli.

Draghi alle banche: “Costi oscuri, interveniamo”

 Per fortuna in questa Italia attraversata da scandali sessuali (dei quali, diciamolo, ci importa anche poco finché non diventano la contropartita per una corruzione) e degrado della politica resta ancora qualche figura che ci consente di ben sperare. Tra le altre, segnaliamo oggi quella di Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia secondo alcuni lanciato verso la presidenza della BCE. In una fotografia dell’Italia economica scattata da Napoli, Draghi ha trovato (anche, dato che gli argomenti sono stati molteplici) il modo di lanciare una strigliata alle banche su costi delle commissioni, mutui e compensi ai manager. Soffermandosi principalmente sul primo di questi tre punti…

Commissioni Massimo Scoperto #2: il fido

 Torniamo a parlare di commissioni sul massimo scoperto dopo aver scoperto (ci scusiamo per il gioco di parole) giusto ieri che, per coloro i quali non hanno sottoscritto una linea di credito in aggiunta al conto corrente, la Legge impone che non si applichino commissioni mentre le banche aggirano la regola chiamando la stessa cosa con un altro nome, una voce che entra nell’estratto conto molte volte inconsapevolmente e che il cittadino-risparmiatore va a pagare senza colpo ferire. Cosa succede a chi, invece, ha consapevolmente scelto di richiedere un fido? Per capire la situazione dobbiamo tornare alla Legge 2/2009.

Commissioni Massimo Scoperto: la Legge le abolisce, le banche…

 Altro che giornalista: da grande voglio fare l’imbianchino! Provate a pensare quante sono le cose che, una volta riverniciate – o ristrutturate – senza alterarne la sostanza, ci sembrano improvvisamente, perché rinfrescate, più belle, quasi fossero nuove. Potremmo fare l’esempio dei saldi, con abiti sempre uguali a se stessi che divengono affascinanti, anche se magari il prezzo rimane esorbitante (400 €uro per una borsa firmata? Ma dai…), solo perché vediamo attaccato un cartellino che ci dimostra uno slancio di buona volontà dell’esercente. Ma sarebbe peggio se ci concentrassimo sulle commissioni bancarie, che hanno cambiato nome per finire mascherate nel calderone dell’estratto conto eppure incidono “come prima, più di prima” sulle tasche dei risparmiatori.