Uno studio realizzato dalla Confcommercio ha analizzato l’andamento del mercato del credito in Italia nel quarto trimestre del 2013. Lo studio ha analizzato in particolare la condizione di accesso al credito delle imprese italiane, che solo in 26 casi su mille sono riuscite ad ottenere il credito desiderato. Il dato è il più basso registrato a partire dal 2009, ma del resto in linea con gli altri dati di rilevanza nazionale.
Confcommercio
Carta di credito Deutsche Bank – Confcommercio
E’ una carta di credito aziendale, ma funge anche da tessera associativa. Sono queste le caratteristiche principali, oltre ai tanti vantaggi associati, della card Confcommercio – Deutsche Bank a seguito di un accordo che permetterà, a ben 750 mila imprese associate all’Associazione dei commercianti, di poter entrare in possesso di una carta di credito che, tra l’altro, può essere o intestata all’azienda, quindi una carta di credito Corporate Aziendale, oppure intestata all’imprenditore, ovverosia una carta di credito Corporate Personale; la card non è revolving ma a saldo a fronte della concessione subordinata alla valutazione del merito di credito da parte dell’emittente.
Servizi bancari: aumentano i costi per le imprese
Nel secondo trimestre di quest’anno, in base ai dati forniti dall’Osservatorio sul credito della Confcommercio, quasi un’impresa italiana su quattro, per l’esattezza il 23,2%, ha rilevato un aumento dei costi per i servizi bancari, mentre nello stesso periodo il 74,3% dichiara che i costi si sono invece mantenuti stabili; solamente il 2,4% delle imprese ha di contro rilevato un miglioramento, e quindi minor costi, per i servizi bancari che vanno intesi come le spese cui complessivamente un’impresa deve far fronte per la tenuta e la gestione del conto corrente, ma anche per la movimentazione dei titoli, il pagamento degli effetti e tutti gli altri servizi legati alla normale gestione ordinaria. A risentire maggiormente dell’aumento dei costi, sempre in base alle rilevazioni a cura dell’Osservatorio sul credito della Confcommercio, sono state in prevalenza le microimprese, ovverosia quelle con un numero massimo di addetti pari a nove, mentre l’inasprimento dei costi è stato assai meno avvertito per le imprese di medie e di grandi dimensioni.
Finanziamenti Bper a Cosenza per le attività commerciali
Grazie ad un fondo nazionale che è stato istituito presso il Medio Credito Centrale, in Provincia di Cosenza arrivano ben cinque milioni di euro che potranno essere utilizzati per l’erogazione di finanziamenti garantiti ed agevolati con un abbattimento sia delle spese di natura bancaria, sia del costo del denaro. A darne notizia è stata la Confcommercio nel sottolineare in particolare come la misura agevolativa a favore delle piccole e medie imprese sul territorio della Provincia di Cosenza rientri nell’ambito di un accordo che l’Associazione dei commercianti locali, la Confcommercio Cosenza, ha siglato con il Gruppo bancario Bper, Banca Popolare del Mezzogiorno, al fine di permettere l’accesso al credito ad ogni impresa per minimo 20 mila e massimi 100 mila euro.
Finanziamenti PMI: banche rigide per l’accesso al credito
Qual è l’andamento in Italia dei finanziamenti erogati dal sistema bancario italiano alle piccole e medie imprese? Ebbene, in accordo con le rilevazioni dell’Osservatorio sul credito Confcommercio-Format, aggiornate al primo trimestre 2010, la situazione per le PMI in Italia è tale che ci sono dei segnali di ripresa visto che è diminuita la quota di imprese che hanno difficoltà a far fronte ai propri impegni finanziari; pur tuttavia, se per far fronte a questi impegni le piccole e medie imprese hanno bisogno di bussare alle banche le cose cambiano visto che è stato rilevato da parte degli Istituti di credito un aumento della rigidità nella concessione dei finanziamenti. Nel dettaglio, nel primo trimestre 2010 la quota di PMI in difficoltà a far fronte al proprio fabbisogno finanziario è scesa dal 16% del trimestre precedente al 14%; non a caso, ben il 60% delle PMI nel primo trimestre di quest’anno, rispetto ad una percentuale del 50% del Q4 2009, è in grado di far fronte alle esigenze finanziarie in maniera autonoma.
Carta di credito Mastercard associati Confcommercio
La Confcommercio sta portando avanti da alcune settimane a questa parte una interessante iniziativa finalizzata a proporre ai propri associati una card “unica” che funge sia da carta di credito, sia da vera e propria tessera associativa. Il prodotto, chiamato “Confcommercio Card”, è già sottoscrivibile da parte degli associati alla Confcommercio Udine, quella di Ancona e quella di Catania, e permette di fruire di uno strumento di pagamento che da un lato, grazie al marchio Mastercard, è accettato in tutto il mondo, e dall’altro offre tutta una serie di agevolazioni che rendono la card ed il suo utilizzo un ottimo strumento anche in ottica anticrisi. Nel dettaglio, “Confcommercio Card” è innanzitutto addebitabile presso un qualsiasi istituto di credito, e permette di avere una ampia flessibilità di spesa e di importi mensili che partono da ben 2.600 euro; l’addebito delle somme avviene solamente dopo 35 giorni dalla ricezione della lettera di addebito, il che significa che si hanno a disposizione all’incirca ben 50 giorni di valuta sull’utilizzo del credito.
Imprese e crisi: il credito è sempre un problema
L’onda lunga della recessione continua a colpire il tessuto produttivo italiano in una spirale dove difficoltà di mercato e scarsa disponibilità di credito si alimentano reciprocamente, con un aumento delle imprese in crisi. Dati messi in evidenza lo scorso sabato da due indagini di Confcommercio e CGIL hanno evidenziato alcuni aspetti che sarebbe importante tenere in considerazione: la prima segnala come nell’ultimo trimestre del 2009 la quota di imprese in difficoltà finanziaria sia raddoppiata, toccando quota 15,7%, rispetto al trimestre precedente; la seconda ricerca sottolinea il forte aumento delle crisi aziendali a gennaio, salite a quota 366 dalle 87 che erano un anno prima.
Finanziamenti PMI: aumentano i costi
Come procede nel nostro Paese dopo mesi lunga crisi l’erogazione del credito a favore delle piccole e medie imprese? Ebbene, stando alle ultimissime rilevazioni della Confcommercio, la situazione non sembra migliorare; anzi, secondo l’Associazione delle imprese del commercio la strada per l’accesso al credito è ancora in salita per le PMI con un peggioramento dei costi di finanziamento rilevati nel corso del quarto trimestre dello scorso anno. Nel dettaglio, l’indicatore congiunturale della Confcommercio che misura il costo relativo ai finanziamenti che le banche erogano a favore delle piccole e medie imprese è nettamente peggiorato nel quarto trimestre 2009 rispetto al trimestre precedente passando da +15,8 a -11,6; ed a fronte di un 3,9% di imprese che nel quarto trimestre 2009 ha affermato che la situazione per l’accesso al credito è migliorata, il 15,5%, invece, afferma che la situazione è peggiorata.
Confcommercio: la ripresa c’è, grazie a lavatrici e detersivi
«Stiamo valutando se gli incentivi per l’automobile siano ancora utili oppure un fenomeno distorsivo del mercato». L’annuncio è del ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, e potrebbe suonare come uno choc per gli equilibri dell’economia italiana. L’eventuale eliminazione dei sussidi pubblici per il mercato automobilistico potrebbe avere un effetto a catena anche su altri settori del manifatturiero “made in Italy” che reclamano agevolazioni economiche e sarebbe potenzialmente in grado di ridefinire le decisioni industriali di molte grandi società della Penisola. «Se procederemo con gli incentivi – ha precisato il titolare delle Attività produttive – saranno ridotti nel tempo e nell’intensità». La scelta di un progressivo stop alla politica di incentivazione, annunciata a margine della presentazione del rapporto dell’Aie (Agenzia internazionale dell’energia) sulle politiche energetiche italiane, Scajola la motiva soprattutto in base agli standard richiesti da Bruxelles relativi agli aiuti di Stato.
Agevolazioni sul credito per le PMI a rischio chiusura
In linea con quanto preannunciato nelle scorse settimane, Unicredit Group e le Associazioni di categoria delle PMI hanno siglato un importante protocollo di intesa finalizzato ad aiutare orientativamente circa 10.000 piccole e medie imprese che a causa della congiuntura sfavorevole rischiano di chiudere. Nello specifico l’accordo, denominato progetto “Sos Impresa Italia”, è stato siglato tra il colosso bancario europeo Unicredit e le Associazioni di categoria di Confartigianato, Casartigiani, Cna e Confcommercio, e punta come accennato al salvataggio per i prossimi sei mesi di ben diecimila realtà imprenditoriali, medie e soprattutto piccole, che per evitare la chiusura hanno bisogno di agevolazioni sul credito al fine di superare le temporanee difficoltà causate dalla recessione economica. Entrando nel dettaglio, l’accordo prevede l’istituzione sul territorio di ben ottanta “task force” che si occuperanno di rilevare, monitorare e risolvere le situazioni di disagio creditizio delle piccole e medie imprese iscritte alle Associazioni di categoria che hanno stipulato il protocollo di intesa.
Finanziamenti imprese turismo, commercio e servizi
Buone notizie per le imprese italiane aderenti alla Confcommercio. L’associazione di categoria delle aziende operanti nel settore dei servizi, del commercio e del turismo, ed il colosso bancario Intesa Sanpaolo, hanno infatti siglato un accordo finalizzato a sostenere l’attività delle PMI attraverso prestiti finalizzati a far aumentare la liquidità e l’elasticità di cassa, a mettere a punto nuovi progetti e nuovi investimenti, ed a rafforzare la struttura patrimoniale e finanziaria dell’impresa. In questo modo le piccole e medie imprese dei servizi, del commercio e del turismo potranno contare su quella liquidità necessaria sia per far fronte alle difficoltà congiunturali, sia per prepararsi alla ripresa dell’economia attesa da qui ai prossimi mesi. A svolgere un ruolo attivo e fondamentale nella erogazione del credito alle PMI sarà, da parte di Intesa Sanpaolo, la Divisione Banca dei Territori dell’Istituto, costituita da oltre seimila filiali sparse su tutto il territorio nazionale.
Carte di credito: anche in Europa si rischia la “bolla”
In linea con quanto avvenuto negli Stati Uniti, anche nel Vecchio Continente è alto il rischio che quella sulle carte di credito possa trasformarsi in una vera e propria “bolla finanziaria“. La previsione, riportata dal Financial Times, è a cura del Fondo Monetario Internazionale che, in particolare, teme una raffica di insolvenze da parte dei consumatori con conseguenti rischi per la tenuta del sistema bancario e per la crescita economica, la cui espansione, attesa per i prossimi mesi, potrebbe essere soffocata sul nascere. Sul fronte del credito al consumo, quindi, il rischio è che la crisi debba ancora arrivare, visto che le insolvenze stanno crescendo in scia all’aumento dei licenziamenti; in particolare, la situazione sembra essere più grave nel Regno Unito, ma nel complesso in tutto il Vecchio Continente gli standard e le condizioni per l’emissione delle carte di credito sono diventati più stringenti, e rispetto al passato, quando le carte vengono emesse, i massimali di spesa concessi ai consumatori sono mediamente più bassi rispetto ai tempi del “credito facile“.
Prestiti agevolati alle imprese turistiche con il “Pacchetto Italia del Turismo”
Finalmente arriva in Italia un po’ d’ossigeno anche per le piccole e medie imprese del comparto turistico. Le PMI operanti nel comparto, siano essere strutture ricettive, camping, o villaggi turistici, potranno infatti contare su un plafond pari a ben 1,6 miliardi di euro di finanziamenti grazie al “Pacchetto Italia Turismo“, un progetto che ha visto scendere in campo il Governo, le Associazioni di Categoria, e tra queste la Confturismo e la Assoturismo, e cinque tra le più importanti banche del nostro Paese. I finanziamenti potranno essere concessi alle imprese del settore ad un tasso agevolato, permettendo loro di far fronte alle difficoltà legate al calo della domanda per effetto della drastica contrazione dei consumi. Il Governo, grazie al “Pacchetto Italia del Turismo” vuole rilanciare il comparto ma punta anche a fare in modo che il “sistema turismo” nel nostro Paese incrementi, fino a raddoppiarla, la quota di prodotto interno lordo che è in grado di generare in termini di ricchezza per il Paese.
Impresa Italia di Unicredit a sostegno delle piccole-medie aziende
UniCredit, consolidando il propiro sodalizio con le associazioni di categoria che va avanti da tre anni, decide di correre in soccorso alle piccole aziende italiane per garantire loro un supporto