Italiani, popolo di Santi navigatori e… risparmiatori. Già, è innegabile quanto evidente che la nostra tanto bistrattata “italietta” sia uscita dalla crisi economica mondiale, pur tra morti e feriti, meglio di quanto non abbiano fatto nazioni più propense all’indebitamento, a vivere nel lusso fingendo di ignorare di aver sostenuto spese al di sopra delle proprie possibilità del momento. Gli italiani, poi, si sa quanto amano essere previdenti; lo dimostra il fatto che nel corso della propria vita si preoccupano spesso di accantonare quelle somme necessarie per vivere meglio il futuro, o rendere più sereno quello dei figli. Poste Italiane, che pure si è affacciata sul mercato del risparmio gestito solo negli ultimi anni, vanta una tradizione centenaria di prodotti di questo genere. E oggi torna alla carica con Postapersona.
crisi economica
Finanziamenti crediti pubblica amministrazione: sbloccati altri 90 milioni
Nell’ambito dell’accordo che, ai sensi del Decreto anticrisi varato dal Governo ed approvato dal Parlamento, hanno stipulato nei mesi scorsi l’ABI, Associazione Bancaria Italiana, e la Sace, società leader nel settore delle garanzie sul credito e nella fornitura di soluzioni per la copertura dei rischi, altre tre banche hanno aderito all’accordo che permetterà, a favore delle imprese, lo smobilizzo di complessivi 90 milioni di euro di crediti verso la Pubblica Amministrazione. A darne notizia è la Sace, precisando che le banche aderenti sono la Bper, Banca Popolare dell’Emilia Romagna, Iccrea e la Banca Popolare di Sondrio. Nel dettaglio, il plafond di finanziamenti, che prevede la copertura assicurativa da parte di Sace, per una quota fino al 50% dell’importo erogato, è di 20 milioni di euro per Iccrea, altrettanti per la Banca Popolare di Sondrio, e 50 milioni di euro per la Banca Popolare dell’Emilia Romagna.
Mutui, semaforo verde; finanziamenti alle imprese ancora al palo
Chiamarlo segnale di ripresa è ancora prematuro, ma certo un’inversione di tendenza c’è stata e tanto basta, specie dopo un periodo di lacrime e sangue, per fare notizia. La notizia è che sono tornati a salire, dopo quasi un anno e mezzo, i tassi applicati dalle banche sui mutui concessi ai risparmiatori che intendono imbarcarsi (o già lo hanno fatto negli anni passati) nell’acquisto di una casa. È successo a dicembre, non accadeva almeno da agosto del 2008, quando si registrò una frenata pari allo 0,3% benché si rimanesse, sostanzialmente inconsapevoli del fatto che la bolla speculativa stava arrivando all’esplosione, su livelli vicini al 6% (5,92 per amore di precisione).
Onika, la finanziaria di famiglia offre rata unica e ribassata
A quanto pare leggendo i giornali, la disperazione è un sentimento dilagante. Tutto questo a causa della crisi, che ha ridimensionato la nostra economia facendo perdere numerosi posti di lavoro e precipitando sull’orlo del baratro molte famiglie, i cui componenti si sono visti costretti a rimodulare i propri consumi oppure a reinventarsi una professione quando invece pensavano di aver condotto la propria esistenza sui binari di una tranquilla monotonia nei confronti della quale era normale rapportarsi. Apri il giornale, dicevamo, e ti ritrovi davanti una famiglia felice, sorridente, come la tua non è più da qualche tempo a causa di sempre più urgenti difficoltà economiche. Vuoi non fermarti a leggere?
Asfina: prestiti per dipendenti e pensionati, anche protestati, a firma singola
Proviamo a ripercorrere brevemente la storia della crisi economica mondiale, focalizzando l’attenzione sulle conseguenze che hanno travolto l’Italia e che ne sono state – più o meno – dirette conseguenze: il credito è esploso facendo leva su una crescita puramente fittizia, poi la bolla è esplosa e le famiglie in difficoltà sono scivolate lungo un piano inclinato di sofferenze sempre peggiori, trascinando con sé quelle che vivevano ai limiti, mentre le banche hanno smesso di concedere prestiti con quella stessa leggerezza ed entità che gli si conosceva fino a qualche mese prima.
Obama tassa le banche: “Rivogliamo i soldi dei contribuenti”
A chi lo ha accusato di essere troppo indulgente con tutti, il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha dimostrato una risolutezza che certo non gli conoscevamo quando si è trattato di chiedere alle banche americane aiutate dallo Stato la restituzione di quanto concesso in aiuto. Nonostante sia impegnato in prima persona, anche per evidente opportunità politica, nell’aiutare le popolazioni così duramente colpite dal terremoto ad Haiti, Obama ha trovato il tempo e le parole buoni per sferzare gli istituti di credito americani, da molte parti indicati come i principali fautori della grave crisi economica mondiale che ha caratterizzato il 2009.
Finanziamenti Regione Liguria per carburanti eco-compatibili
Negli ultimi due giorni in Liguria l’Amministrazione regionale ha annunciato il finanziamento di due Bandi, entrambi di rilevante importanza: un finanziamento, attraverso un bando nuovo di zecca da un milione di euro, è finalizzato ad incentivare l’utilizzo e la distribuzione dei carburanti eco-compatibili, mentre l’altro, per complessivi 0,7 milioni di euro, è destinato alla piccole imprese del settore commerciale e va ad incrementare la dote di un Bando già esistente. Nel dettaglio, il Bando da un milione di euro ha come finalità quella di colmare le carenze della rete distributiva in Liguria per quel che riguarda la presenza di distributori di carburanti eco-compatibili, ovverosia Gpl e metano. Ebbene, il Bando al riguardo stanzia 1,05 milioni di euro a favore di tutti questi soggetti, pubblici o privati del settore, che intenderanno affiancare un distributore a metano o a Gpl rispetto a quelli già esistenti che erogano benzina e gasolio.
Banche: nasce “Move Your Money”, la rappresaglia verso i grandi gruppi
Ce lo ha spiegato il capitalismo, inventando il mercato così come lo conosciamo noi e quindi regolato dalla legge della domanda e dell’offerta: a fronte di un numero “x” di risparmiatori, esistono ad esempio un numero “y” di banche che offrono determinate condizioni per la gestione del denaro dei suddetti; ognuno propone costi di gestione e tassi di interesse diversi, oppure una certa eticità nelle operazioni, e il popolo dei clienti può decidere dove portare i propri denari in base alle specifiche esigenze di ognuno. Funziona così soprattutto in America, dove un gruppo di risparmiatori mobilitatosi attraverso Facebook ha proposto di spostare i soldi (“Move Your Money”) dai conti correnti verso banche piccole, meglio se al servizio della comunità.
Banche italiane 2009-2011: meno utili e più sofferenze
Nel nostro Paese il sistema bancario sta continuando a sostenere imprese e famiglie sia dal fronte dell’erogazione dei servizi bancari, sia dal versante della concessione del credito nonostante la difficile situazione congiunturale che per gli istituti di credito pesa sia sugli utili, in calo, sia sulle sofferenze che, di contro, sono in aumento. E’ questa, in estrema sintesi, la fotografia scattata dall’AFO-Financial Outlook i cui dati sono stati resi noti dall’ABI, Associazione Bancaria Italiana. In particolare, anche a causa della lenta ripresa dell’economia, per l’anno in corso sono previste sofferenze in crescita del 27% per il sistema bancario, mentre per il 2011 la crescita è prevista meno ampia e pari al 9%; come diretta conseguenza, i profitti del comparto nel 2009 registreranno una contrazione del 45% per poi rimbalzare timidamente dell’8% per l’anno in corso.
Finanziamenti Intesa Sanpaolo per imprese Confagricoltura
Per le imprese associate alla Confagricoltura arrivano ben un miliardo di euro di finanziamenti a seguito di un accordo che l’Organizzazione degli agricoltori ha siglato con il Gruppo Intesa Sanpaolo. Trattasi, nello specifico, di un’intesa finalizzata a rilanciare nel nostro Paese la filiera agro-alimentare, aiutando quindi le imprese agricole nello sviluppo produttivo e nell’accesso al credito per la gestione ordinaria dell’azienda. Tra gli interventi più urgenti, a favore delle PMI agricole, c’è quello del rafforzamento del patrimonio, eroso dalla crisi economica e finanziaria e da tanti altri fattori, tra cui l’inasprimento dei costi di produzione ed il forte calo dei prezzi all’origine riconosciuti agli imprenditori; ma allo stesso modo c’è la necessità di rendere decisamente più agevole e fluido l’accesso agli strumenti di finanziamento.
Finanziamenti e agevolazioni sul credito per le PMI romane
A Roma l’Amministrazione comunale è scesa in campo a favore delle piccole e medie imprese della Capitale che sono in difficoltà sia a causa della crisi economica e finanziaria, sia a seguito della stretta creditizia e dei crediti verso fornitori che devono ancora essere incassati. A presentare queste due importanti iniziative nel Comune di Roma sono stati Sergio Marchi, Assessore alla Mobilità, e Maurizio Leo, Assessore al Bilancio della Capitale; complessivamente, tra misure di anticipazioni sul credito, e nuovi finanziamenti, le due iniziative “sbloccano” risorse per complessivi 629 milioni di euro. Entrando nel dettaglio, grazie ad un accordo tra il Comune di Roma e le banche, sono a disposizione delle piccole e medie imprese capitoline in difficoltà crediti per complessivi 128 milioni di euro, erogabili dagli istituti di credito potendo far leva su un fondo di garanzia, con una dotazione pari ad otto milioni di euro, che è stato costituito dall’Amministrazione capitolina attraverso Banca Impresa Lazio.
Credito alle imprese: meno richieste, maggiore soddisfazione
Continua la nostra analisi alla scoperta dei principali segnali di ripresa registrati dall’economia dopo la tremenda crisi che ha messo in discussione le fondamenta stesse del sistema produttivo occidentale. La nostra ultima scoperta, che poi tanto nostra non è, si colloca nel versante del credito alle imprese. Uno dei settori più in crisi, una delle cause scatenanti dello stop dell’economia e delle migliaia di licenziamenti/casse integrazioni dei quali abbiamo sentito parlare negli ultimi mesi. Uno dei principali indicatori per capire se come e quanto la crisi possa dirsi realmente finita, sembra finalmente aver dato risposte da “semaforo verde” per la ripresa nonostante esistano ancora delle aree di debolezza. Andiamo a scoprirle insieme.
Conto e carta: è Genius Card. Da UniCredit
Incredibile ma vero: sarà merito della crisi economica che ormai da un anno ci perseguita (a proposito: i dati macroeconomici ed i principali enti di controllo dicono che il peggio sembra essere alle spalle, anche in Italia), sarà perché, alla maniera di San Paolo, qualcuno è stato “folgorato sulla via di Damasco” da un’intuizione illuminante, sarà quel che sarà, resta il fatto che anche le principali banche italiane, facendo seguito alle “micro-proposte” del gruppo Poste Italiane (sicuramente il più attivo e presente rispetto alla platea dei piccolissimi risparmiatori), stanno approntando prodotti di “piccolo taglio” che gli consentano di andare a setacciare il mercato delle giovani generazioni. Oggi scopriamo la proposta, naturalmente con carta di credito annessa, di UniCredit.
Mutuo BancoPosta, l’evoluzione della specie
Crisi. Con le dovute eccezioni, chi stava in piedi a fatica ne è stato spazzato via, chi invece aveva solide basi è riuscito a rafforzare la propria posizione sul mercato acquisendone nuove quote. Se guardiamo al solo mercato del credito, scopriamo che il gruppo Poste Italiane, cresciuto con tassi vertiginosi negli ultimi anni, è uno di questi ultimi esempi virtuosi. Vuoi per l’enorme bacino di pubblico potenziale, vuoi perché riesce a proporre prodotti piccoli che ben si offrono all’oceano dei piccoli risparmiatori, vuoi per una serie di altri motivi ma resta il fatto che, mentre altri sono costretti a rivedere la gamma dei propri prodotti, Poste Italiane rilancia ampliando l’offerta. Mutuo BancoPosta ha letteralmente cambiato pelle, aggiungendo una serie di frecce al proprio arco.