L’Argentina vuole nazionalizzare i titoli aderenti agli swap

 Potrebbe arrivare presto dall’Argentina una soluzione per risolvere la questione dei tango bond, i titoli di stato che hanno suscitato la dura risposta degli Stati Uniti, provocando in via indiretta il default tecnico in cui alcuni giorni fa è caduto il paese. Il governo argentino ha infatti intenzione di emanare un nuovo disegno di legge che prevede il rimborso finanziario dei titoli nel paese argentino, in modo tale da bypassare la giurisdizione USA. 

Tango bond – Una possibile via d’uscita da un accordo tra le banche

 Potrebbe presto trovare una via d’uscita la complessa vicenda internazionale dei tango bond, i titoli di stato argentini che sta opponendo la repubblica dell’Argentina e gli Stati Uniti dopo il default tecnico in cui è caduto il paese, lo scorso 30 luglio, in seguito al blocco del pagamento che per questi stessi titoli era stato previsto. Una sentenza delle corte americana ha infatti reso impossibile il pagamento degli interessi ai possessori. 

Tango bond – Per Griesa l’Argentina diffonde false informazioni

 Continua il braccio di ferro, mediatico, giuridico e finanziario tra l’Argentina e gli Stati Uniti, con questi ultimi che fanno sentire nuovamente la loro voce in seguito alle ultime novità sulla vicenda dei tango bond. Il governo argentino, infatti, solo qualche giorno fa ha presentato una denuncia alla Corte Internazionale di giustizia dell’Aia in cui accusa gli USA di aver violato la propria sovranità, impedendo il pagamento di una parte dei titoli di stato emessi, quelli che hanno accettato il concambio sul debito. 

Che cosa cono i Credit Default Swap o CDS

 La vicenda dei tango bond e del default tecnico in cui è ricaduta l’Argentina in seguito al 31 luglio 2014 ci ha portato a parlare dei Credit Default Swap in un post pubblicato in precedenza, cercando di capire quali fossero fino a questo momento gli investitori che avevano guadagnato da questa attuale bancarotta dello stato argentino. 

Argentina – Quali investitori hanno guadagnato in seguito al default

 Sono passati ormai diversi giorni dal 31 luglio 2014, giorno in cui è stato ufficialmente proclamato il default tecnico dell’Argentina per la vicenda dei tango bond, i titoli di stato ristrutturati – cioè che hanno accettato il concambio sul debito negli anni passati – il cui pagamento è stato bloccato dall’emissione della sentenza del giudice americano Thomas Griesa.

Prelievo forzoso sui conti correnti – Perché il FMI sostiene la sua approvazione

 Solo qualche giorno fa in Germania, come abbiamo avuto modo di segnalare in un post pubblicato in precedenza, il Parlamento ha approvato un disegno di legge in base al quale a partire dal 2015 verrà attivato sui conti correnti tedeschi il cosiddetto prelievo forzoso, ovvero il prelievo obbligatorio pari al 10 per cento che scatterebbe in caso di default degli istituti di credito. 

Via libera al prelievo forzoso sui conti correnti in Germania in caso di default

 Arrivano importanti novità per i correntisti tedeschi. Il parlamento tedesco ha infatti da poco approvato un disegno di legno che ammette il cosiddetto prelievo forzoso sui conti correnti bancari in caso di default degli istituti di credito. In Germania, cioè, qualora un istituto di credito fallisse, i clienti che hanno depositato presso la banca somme superiori a 100 mila euro subirebbero tale prelevamento. 

Tango bond – Botta e risposta tra Stati Uniti e Buenos Aires

 A pochi giorni dal default tecnico in cui è precipitata l’Argentina in seguito al mancato pagamento dei suoi debiti nei confronti di un parte dei creditori internazionali, tra il governo di Buenos Aires e le parti in causa degli Stati Uniti continua un lungo braccio di ferro e un serrato botta e risposa su posizioni contrastanti. 

Tango bond – Le conseguenze per i risparmiatori dopo il default argentino – II

 In un post pubblicato in precedenza abbiamo visto quali potranno essere le conseguenze per i risparmiatori italiani detentori di bond argentini che hanno accettato il concambio nel periodo compreso tra il 2005 e il 2010. Si tratta infatti di circa 400 mila persone che nella vicenda dei tango bond, in seguito al default tecnico del paese rischiano di subire gravi perdite sui loro interessi. 

Tango bond – Le conseguenze per i risparmiatori dopo il default argentino

 L’Argentina è entrata dopo 13 anni in un nuovo default, in seguito al mancato raggiungimento di un accodo con gli hedge fund americani, i quali hanno ottenuto il blocco del pagamento degli interessi dei titoli ristrutturati. Questa evoluzione della situazione, quindi, non può mancare di avere conseguenze sui risparmi e gli investimenti di coloro che hanno acquistato i tango bond, i titoli argentini. Tra questi ultimi, lo ricordiamo, vi sono anche circa 450 mila italiani

Tango bond – Le cause e lo scenario del mancato accordo con gli hedge fund

 Il giorno 30 luglio 2014 a mezzanotte sono scaduti ufficialmente i termini fissati per la ricerca di un accordo in merito alla questione finanziaria internazionale dei cosiddetti tango bond, che ha interessato in particolare l’Argentina e il suo debito sovrano e i creditori americani, cioè nello specifico gli hedge fund che detengono buona parte dei titoli interessati. 

L’Argentina in un nuovo default dopo soli 13 anni

 La partita tra Argentina e Stati Uniti si è conclusa a favore di questi ultimi e la nazione del continente sudamericano è entrata, poco più di 24 ore fa, in un nuovo default, il secondo in soli 13 anni. Si ripete, quindi, almeno dal punto di vista tecnico, la storia a cui si era potuto assistere nel 2001. L’Argentina, infatti, nonostante il prolungarsi delle trattative con New York, non è riuscita a trovare un accordo sul debito e i pagamenti degli hedge fund, i creditori che non hanno accettato lo swap ai tempi della ristrutturazione, è rimasta sospesa. 

Ultima settima utile per la vicenda dei tango bond prima del default

 La complessa vicenda che oppone gli hedge fund americani allo stato argentino, inerente i cosiddetti tango bond, i titoli governativi emessi per la ristrutturazione del debito sovrano dopo il default del 2002, è entrate in questi giorni nella sua settimana conclusiva, quella in cui si dovrà decidere se l’Argentina è in grado di pagare le somme che vengono richieste dai creditori oppure dichiarare un secondo default nel giro di 15 anni. 

L’Argentina cerca un’intesa con gli hedge fund sui tango bond

 Continua tra America del sud e America del nord la vicenda oramai famosa dei cosiddetti tango bond, le obbligazioni emesse dall’Argentina per ristrutturare il suo debito negli anni successivi al default del 2001. Questi bond, infatti, sono oramai scaduti e il paese è chiamato ad onorare il suo debito. Ma la vicenda non è di facile soluzione. L’Argentina, infatti, dovrebbe pagare 1,3 miliardi di dollari agli hedge fund americani che al tempo non hanno accettato il concambio sul debito e la Corte Suprema di New York ha emesso una sentenza per obbligarla a pagare.