I banchieri centrali discutono di politiche monetarie e crescita negli USA

 Si svolge in questi giorni a Jackson Hole, in Wyoming, un importante incontro nel mondo della finanza internazionale. La FED di Kansas City ospita infatti le maggiori personalità del mondo finanziario internazionale, tra cui il presidente della Banca Centrale Europea – BCE – Mario Draghi, per parlare di politiche monetarie, crescita e ripresa economica. 

Draghi al G20: “Banche Sistemiche, scelta trasparente”

 Che la crisi economica si stia rivelando un’ipoteca pesante, troppo pesante per le spalle delle nuove generazioni che dovranno fare i conti con le sue conseguenze, è un dato di fatto. Che, dunque, si ambisca a fare in modo di limitarne la portata e – soprattutto – di evitare che tutto questo possa un giorno ripetersi, è nell’interesse di tutti i risparmiatori, anche nonostante le ritrosie dei soliti “furbetti” (utilizziamo un termine diffuso, benché crediamo la furbizia sia meglio indirizzata se riferita ad altri ambiti) che stanno cercando di mettere i bastoni tra le ruote a qualsivoglia genere di riforma del sistema e nel frattempo sono tornati a praticare tutte quelle strade di arricchimento poco trasparente che un giorno di due anni or sono ha portato al fallimento di Lehman Brothers ed all’esplosione della bolla finanziaria mondiale i cui effetti si sono visti poi sull’economia reale.

Basilea 3, Draghi e Trichet: “Mette fine all’incertezza!”

 Quando si gioca a Monopoli, può capitare di vincere anche investendo tutto quanto si possiede: basta salvare un cento lire (provare per credere…). Nella finanza reale non è così, o quantomeno così non dovrebbe essere, anche se invece è stato, ma ci hanno promesso non sarà mai più dopo l’approvazione – domenica scorsa – delle regole denominate di “Basilea 3”. Maggiore patrimonializzazione per le banche, requisito fondamentale per continuare ad esercitare. Ma come se la caveranno le banche italiane? Sicuramente benissimo, in special modo nella prima fase. A confermarlo è stato uno che di banche italiane deve intendersi, essendo il Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi: le banche italiane “mostreranno livelli di capitale molto superiori agli standard minimi richiesti”, saranno in grado di raggiungere gli ambiziosi obiettivi dell’accordo e “continueranno a sostenere le imprese e l’economia”.

Draghi: “Ripresa sì, ma sul modello Germania”

 Riferiamo in ritardo, ma non avremmo potuto non riferire: del resto, ci sono esigenze di urgenza che mal si posano con la contemporaneità della successione di notizie, ma il blog ha il vantaggio di consentire a chi scrive (così come a chi legge) un commento rispetto all’argomento del giorno. Ebbene, rintracciate le dichiarazioni del Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, rilasciate a Seul in occasione della conferenza del Financial Stability Board di cui lo stesso è presidente, non avremmo potuto non darne conto. Anche perché, a fronte di una situazione dove i “corvacci” del malaugurio sono sempre all’opera, l’analisi serena di un’istituzione super partes può aiutare a capire la situazione.

Tassare la Banche? ABI contraria, Draghi rilancia con gli stress test

 Le banche italiane, su cui “già pesa una pressione fiscale effettiva del 44%, fra le più elevate in Europa, sono contrarie all’introduzione di nuove imposte indipendentemente dalla loro finalità”. E’ la posizione dell’Abi, sull’ipotesi di una nuova tassa europea sugli istituti di credito. Il sistema bancario italiano, si osserva a Palazzo Altieri, “ha retto meglio degli altri ai colpi delle turbolenze dei mercati, come hanno riconosciuto più volte anche esponenti delle Autorità italiane e internazionali, senza pesare sul bilancio pubblico in termini di aiuti per far fronte alle difficoltà”. Il nuovo prelievo “ridurrebbe le risorse del sistema che ha garantito supporto a imprese e famiglie anche con le iniziative dell’avviso comune e della sospensione dei mutui dei nuclei familiari in particolari situazioni di difficoltà”. Dunque una nuova tassa “potrebbe avere effetti sulla capacità di finanziamento all’economia reale”.

Carte Revolving: Draghi (Bankitalia) invita al rispetto

 Per ora è solo un monito, ma siccome crediamo di conoscere almeno un po’ il modus operandi della finanza (che in Italia resta comunque più onesta e “provinciale” rispetto a altrove) ci auguriamo che giunga presto un documento a conferma di quanto è stato detto. Del resto, i latini amavano dire che “Verba volant, scripta manent” (le parole dette volano, quelle scritte rimangono): sarà forse per via di questa eredità storica che anche noi pensiamo di aver bisogno di qualcosa di tangibile per sentirci più sicuri, sarà forse per questo che auspichiamo che il Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, solleciti presso chi di dovere la produzione di un documento di ulteriore regolamentazione delle carte revolving.