Il costo del credito per le imprese dell’Eurozona

 In alcuni post pubblicati in precedenza abbiamo visto che il mercato del credito italiano sta da molti mesi attraversando un periodo di profonda crisi e contrazione che porta i prestiti e i finanziamenti per le imprese a ridursi sia in quantità che in ammontare. 

Aiutare l’Italia e le famiglie vendendo oro e riserve

 L’oro non è più necessario a garantire la circolazione monetaria, e per questo andrebbe venduto. Ad affermarlo nei giorni scorsi sono state, congiuntamente, l’Adusbef e la Federconsumatori nel sottolineare altresì come da un lato l’Italia, rappresentata dalle famiglie e dai lavoratori, soffra, mentre dall’altro la Banca D’Italia “nuoti” in un tesoro di oro e di riserve. Questo secondo le due Associazioni dei Consumatori è inaccettabile visti gli effetti nefasti di una crisi finanziaria ed economica che non è arrivata per caso in quanto trattasi in tutto e per tutto di una vera e propria crisi sistemica che ha fatto impennare anche nel nostro Paese il numero dei disoccupati. In particolare, secondo quanto riporta la Federconsumatori attraverso il proprio sito Internet, al 31 dicembre dello scorso anno la Banca d’Italia aveva un tesoro dato da 26,7 miliardi di euro in valuta, e ben 83,19 miliardi di euro in oro.

Finanziamenti Regione Toscana per il cinema

 Nella Regione Toscana sono pronti i finanziamenti a favore di oltre 50 piccole imprese, 54 per la precisione, che operano nel settore della gestione e della riproduzione di pellicole nelle sale cinematografiche. A darne notizia è stata l’Amministrazione regionale nel precisare che ora sono a disposizione in merito ben due milioni di euro di fondi europei che permetteranno alle PMI del comparto di sostenere costi legati agli investimenti per rimanere competitivi sul mercato attraverso l’innovazione tecnologica. In particolare, da tutta la Toscana sono state esaminate complessivamente 69 domande, di cui 54 sono state quelle accolte; ma l’Amministrazione ha assicurato che ai fini dell’accesso ai finanziamenti presto saranno ammesse anche le altre 15. Con le risorse a disposizione le microimprese che operano nel settore cinematografico potranno ottenere un contributo del 20% sui costi sostenuti per mettere a norma le cabine di proiezioni, ma anche i servizi e gli impianti che sono adibiti alla proiezione delle pellicole.

Prestiti Grecia: salvataggio costa caro alle famiglie italiane

 La crisi della Grecia agli italiani costerà ben 5,5 miliardi di euro, corrispondenti ad un gravame pari a 250 euro per ogni famiglia residente nel nostro Paese. A fornire questa stima è l’Associazione Federconsumatori, la quale, citando il fatto che i conti della Repubblica ellenica sono stati “camuffati” ad arte, ha presentato insieme all’Associazione Adusbef una denuncia che è stata presentata a dieci procure della Repubblica a carico della Goldman Sachs, la banca d’affari statunitense ritenuta responsabile della falsificazione dei conti del Paese ellenico. A conti fatti, quindi, lo Stato italiano andrà a sborsare una somma ingente a favore della Grecia quando invece nel nostro Paese ci sono centinaia di migliaia di famiglie bisognose e colpite pesantemente dalla crisi. Per questo, secondo Adusbef e Federconsumatori, la Goldman Sachs dovrebbe risarcire, in ragione di 250 euro pro-capite, le famiglie italiane dopo aver speculato e creato profitti a danno degli Stati attraverso operazioni, spesso di ingegneria finanziaria, sui derivati e sulle materie prime.

Caro prestiti per le imprese: Italia sul podio

 Giulio Tremonti circa un mese fa chiese:

Vorrei fare un invito alle banche: allineate un po’ di più i tassi italiani a quelli europei. Solo un pochino.

I tassi a breve italiani, sebbene siano calati dal settembre scorso del 2,44%, restano i più alti tra i grandi Paesi europei. Un rapporto dell’ufficio studi degli artigiani di Mestre rileva che i tassi applicati in Italia, calcolati fino a maggio di quest’anno, per prestiti inferiori ad un anno arrivano al 4,37%. Negli altri Paesi Ue (Europa a 16) i tassi hanno una media del 4,02%, precisamente 4,13% in Germania, il 3,98% in Spagna, 3,70% in Olanda e il 3,37% in Francia.

Mutui e divorzio: in Giappone nasce “Re”

 Chi paga il mutuo in caso di divorzio? Giuridicamente parlando non c’è un vero obbligo di pagamento da parte di una persona. Difatti quando marito e moglie si recano a stipulare il contratto del mutuo, firmano entrambi e quindi tutti e due sono vincolati da un contratto firmato con la banca il quale attesta che i vconiugi si impegnano a restitutire con gli interessi il prestito concesso dalla banca. la banca in realtà è poco interessata a sapere chi dei due pagherà il mutuo, basta che si paghi, se questo obbligo da parte vostra venisse a mancare, allora la banca si rifarà su chi ha sottoscritto il mutuo.

In Giappone hanno ideato un’altra “soluzione” in caso di divorzio: nasce il primo mutuo per divorziati che consente ai separati di non ritrovarsi annegati dai debiti. Nasce “Re“, il prestito aiuta i divorziati a coprire i costi dei pagamenti legali e delle spese di mantenimento e offre un tasso di interesse inferiore a quello di una carta di credito.