Banche italiane: ecco perché sono solide

 Quella attuale è una fase di grandi turbolenze sui mercati finanziari internazionali, sia per l’azionario, sia per l’obbligazionario. C’è la crisi imperante dei debiti sovrani, con gli spread dei titoli di Stato di Irlanda, Grecia e Portogallo su livelli stratosferici. Anche l’Italia in questi ultimi giorni ha dovuto piegarsi ad un ampliamento di questi spread rispetto al Bund, il titolo di Stato più solido dell’Eurozona, quello tedesco; questo anche a seguito delle incertezze legate alla manovra finanziaria triennale da oltre 40 miliardi di euro che sta mettendo a punto l’attuale Governo in carica. Il tutto comunque, in Italia, a fronte di un sistema bancario che nel complesso si mantiene solido sebbene in queste ultime settimane stiamo assistendo ad una raffica di aumenti di capitale. Ma perché le banche in Italia, rispetto ad altri Paesi europei, sono solide?

Servizi bancari ed assicurativi: aumenti immotivati

 In materia di servizi bancari, a partire dai conti correnti, e passando per quelli assicurativi, con in primis l’Rc auto, gli aumenti applicati alle tariffe sono sia immotivati, sia inauditi. A ribadirlo in data odierna, martedì 21 giugno del 2011, è stata la Federconsumatori che ha accolto con un plauso le dichiarazioni e le questioni sollevate dal Presidente dell’Antitrust Catricalà sulla crisi, sulle banche e sulle compagnie di assicurazione. Secondo la Federconsumatori, che apprezza l’operato dell’Antitrust, e che anzi ce ne vorrebbero due, l’attuale Governo in carica dovrebbe aprire gli occhi e seguire le indicazioni fornite dal Presidente dell’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato.

Conti correnti: cinque euro al giorno per chi sconfina

 Da un bel pezzo in Italia è stata abolita per Legge la cosiddetta commissione di massimo scoperto, ovverosia quei costi applicati dalle banche nel momento in cui su un conto corrente non affidato si va in rosso, anche per un solo giorno. Pur tuttavia, come s’è visto, a fronte dell’eliminazione della commissione di massimo scoperto, gli istituti di credito si sono subito “rifatti” introducendo in sostanza la stessa commissione “mascherata” spesso con nomi e definizioni alquanto stravaganti. E così, anche se si va in rosso anche di un solo euro, e per un solo giorno, le banche applicano una commissione, addirittura giornaliera, che può anche arrivare fino a cinque euro!

Prestiti: aumentano le richieste per auto e moto

 Aumentano le richieste di prestiti per l’acquisto di auto. La durata più richiesta di un prestito è mediamente di 60 mesi, con un importo erogato medio di circa 10.000 euro per l’acquisto di un’auto. Il prestito auto è un prodotto di credito finalizzato, che si richiede per coprire i costi legati all’acquisto di un mezzo di trasporto per uso personale. Generalmente quindi sono esclusi mezzi da lavoro (furgoni, macchine professionali etc). Un consumatore medio dipendente trentenne, con una regolare busta paga ottiene un finanziamento su tassi che variano dal 6% all’8%, quindi purchè dimostri di essere lavoratore e di avere quindi un reddito stabile mensile, e di non essere iscritto alle banche date dei cattivi pagatori o dei protesti.

Conti Corrente, Prestiti e Mutui: Italia maglia nera della trasparenza, sui cittadini una tassa oscura di 350 euro

 “I furbi sono sempre gli stessi”. È questa un’opinione comune, ben espressa da un proverbio in milanese che evitiamo di citarvi, che descrive la situazione italiana all’indomani della manovra correttiva da 24 miliardi di euro varata dal Governo per scongiurare il rischio di un default e di una svalutazione dei titoli di debito pubblico del BelPaese, come accaduto alcune settimane or sono in Grecia. Nella manovra, infatti, sembra non esserci traccia alcuna di interventi a carico delle banche: si bloccano i rinnovi dei dipendenti pubblici, si cancellano alcuni enti, non si  introduce alcuna tassa aggiuntiva sulle transazioni ai danni dei giganti della finanza, cosa che invece è successa altrove con previsioni di gettito di un certo rilievo (120 miliardi di dollari negli USA).

Conti correnti bancari italiani, i più cari del mondo

 I conti correnti bancari italiani sono i più cari del mondo. Ad affermarlo congiuntamente sono l’Adusbef e la Federconsumatori che, per voce dei rispettivi presidenti, Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, chiedono apertamente alla Banca d’Italia di introdurre nel sistema bancario una salutare concorrenza che per le due Associazioni dei Consumatori e degli Utenti non c’è affatto visto che, tra l’altro, nel nostro Paese non sono salati solamente i conti correnti, ma anche i mutui ed i prestiti. Adusbef e Federconsumatori, infatti, si chiedono come mai le famiglie italiane paghino in media uno scarto dello 0,59% di tasso in più sui mutui, e addirittura un +2,16% sui prestiti rispetto all’attuale media dei tassi praticati nei Paesi dell’Unione Europea.

Mutui e servizi bancari: aumentano per 110 euro annui a famiglia

 Quest’anno sui mutui le famiglie dovranno far fronte a rincari che in media si attestano sugli 80 euro, mentre per i servizi bancari l’aumento di spesa è stimato in 30 euro annui a nucleo familiare in più rispetto al 2009. Sono queste alcune delle previsioni rilasciate dalla Federconsumatori su una stangata 2010 che rischia di far scivolare pericolosamente tante altre famiglie al limite, se non sotto, con la soglia di povertà. Sui mutui gli aumenti, nonostante il tasso di riferimento, l’euribor, sia ai minimi storici, sono in prevalenza determinati dall’aumento degli spread per le nuove stipule; le banche, infatti, sia per “coprirsi” dai rischi sul credito, sia per poter incassare commissioni ben più alte, offrono sui mutui degli spread che sono spesso doppi rispetto all’euribor a tre mesi che al momento è sotto lo 0,70%. Per quanto riguarda invece i servizi bancari, dopo l’abolizione della commissione di massimo scoperto molti correntisti negli ultimi mesi hanno dovuto far fronte a nuovi tipi di commissioni ancor più salate sulle scoperture temporanee in conto corrente.

La Federconsumatori chiede al Governo investimenti sulla Banda laga

 Mentre il Governo è impegnato a dirimere la questione sulle liste elettorali e a difendersi dalla accuse delle opposizioni, dalla Federconsumatori arriva un nuovo monito. Questa volta l’associazione dei consumatori punta il dito sullo sviluppo delle telecomunicazioni. “Urgono investimenti per la banda larga, infrastruttura fondamentale per la competizione e lo sviluppo del Paese” scrivono in una nota i responsabili della Federconsumatori. L’associazione, infatti, ritiene che sia improrogabile che l’Italia si doti di strumenti all’altezza dei tempi: “Senza la banda larga, ci sarebbe una ricaduta molto importante sulla qualità dei servizi da offrire all’utenza e una ripercussione importante sulla produttività del sistema Italia. Si deve garantire un ridemnsionamento del digital divide che ancora esclude una buona parte del Paese dalle opportunità offerte da parte di questa infrastruttura”.

La Federconsumatori chiede sconti alle famiglie con reddito fisso

 Basta sconti agli evasori, ai poteri forti e ai commercianti: anche le famiglie a reddito fisso pretendono la detassazione. È quanto richiesto dalla Federconsumatori che pubblica sul sito ufficiale dell’associazione una nota in cui chiede al Fisco di puntare l’attenzione sulla famiglie, piuttosto che continuare ad aiutare i soliti noti. “Dopo aver dato soldi a banche e imprese e dopo aver salvaguardato gli interessi degli evasori tassando solo per il 5 per cento ingenti risorse, il cerchio si chiude stabilendo importanti sconti agli studi di settore per commercianti e artigiani i quali dichiarano – quando dichiarano – cifre irrisorie inferiori al reddito di un operaio alla catena di montaggio” si legge nel comunicato che punta il dito sulle nuove misure fiscali che premiano i commercianti a discapito delle famiglie a reddito fisso.

Denuncia della Federconsumatori: “Le speculazioni sui prezzi dei carburanti sono strutturali”

 Il petrolio scende, la benzina sale. Sembrerà strano, ma è l’amara verità scoperta dalla Federconsumatori che ha effettuato un’indagine su tutto il territorio italiano per valutare il prezzo della benzina. Il risultato? In Italia il prezzo dei carburanti “si è attestato stabilmente sui 1,34-1,36 euro al litro” si legge in una nota pubblicata sul sito dell’associazione dei consumatori. “Le nostre indagini non hanno registrato alcuna diminuzione, nonostante il calo del petrolio che da qualche giorno è passato a 74 dollari al barile e oggi è diminuito a 72” continua il comunicato della Federconsumatori.

Banche/Adusbef: loro responsabili della crisi. Ora tassa sugli utili

 Azione, reazione. Crisi, rimedi. Al centro le banche. E i loro utili giudicati «spropositati e ingiusti». Qualcosa, allora, deve essere fatto. Come negli Usa anche in Italia saranno gli istituti di credito a rimediare ai costi del crack finanziario. Con una tassazione straordinaria forfettaria del 20% sul netto guadagnato. Questa è la proposta di Elio Lannutti di Adusbef e Rosario Trefiletti di Federconsumatori. Nella nota si legge che «l’Europa e soprattutto l’Italia devono fare tesoro della proposte americane per istituire la Financial crisis responsibility fee, ossia la tassa sulle responsabilità della crisi finanziaria».

Mutui e servizi bancari: più cari nel 2010

 Rispetto al 2009, l’anno prossimo saranno più cari sia i servizi bancari, sia i mutui. Ad affermarlo è l’Adusbef in accordo con le rilevazioni effettuate dall’Osservatorio Adusbef-Federconsumatori, da cui è emersa una stima di rincaro di 30 euro medi a famiglia per i servizi bancari, ed altri 80 euro medi annui per la rata dei mutui in virtù del fatto che, a fronte della riduzione progressiva dei tassi di interesse, sono aumentati e stanno aumentando gli spread applicati dalle banche sui nuovi finanziamenti immobiliari con ipoteca. Insomma, gira e rigira ogni inizio d’anno in base a quanto stima l’Osservatorio, ci troviamo di fronte alla consueta ondata di rincari; l’Osservatorio, nel complesso, rileva come la stangata 2010 sulle famiglie sarà in media pari a ben 596 euro, di cui 120 euro di questi rincari, come minimo, giungeranno dalla Finanziaria 2010 che, contrariamente a quanto si afferma, secondo l’Adusbef metterà le mani nelle tasche dei cittadini/consumatori.

RC Auto, Adusbef e Federconsumatori denunciano: “+155% in quindici anni”

 C’è chi si lamenta dell’operato del Governo (di qualsiasi periodo e “colore” esso sia), e chi lo apprezza; c’è chi della Sanità proprio non riesce a fidarsi, e chi inghiotte pillole – anche a decine – perché glielo ha detto (sempre con cognizione di causa) il medico; c’è chi vede tutto nero, e chi invece riesce ad apprezzare la propria vita perché la colora delle tonalità dell’arcobaleno. Ognuno è fatto a modo suo, ognuno con i suoi pregi ed i suoi difetti. Ci sono, forse, solo due cose che ci accomunano tutti, noi italiani: il tifo per la Nazionale di calcio e… gli strali polemici contro il caro-RC Auto. Oggi giungono anche alcuni dati; in effetti, c’è di che riflettere.

RC Auto, la crisi è visibile anche a marzo

 Il primo segnale di un malessere economico messo in bella evidenza dalle compagnie assicurative è il seguente: per tutto il 2008 la maggior parte dei clienti ha aspettato ben oltre i 15 giorni di tolleranza richiesti dalla legge per rinnovare l’accordo per l’anno successivo.

Non solo: il secondo dato che balza all’occhio in maniera evidente è che molte famiglie hanno deciso di vendere la seconda auto per risparmiare sui costi di manutenzione e sulle spese. Il primo dei due dati riporta ad una analisi assai più complessa che rimanda alla considerazione secondo la quale gli automobilisti sarebbero indifferenti al rischio multa e sequestro cui potrebbero incappare con l’assicurazione scaduta e ignorerebbero anche il fatto che senza assicurazione regolarmente pagata, in caso di incidente non potrebbero rivendicare nulla.