Draghi al G20: “Banche Sistemiche, scelta trasparente”

 Che la crisi economica si stia rivelando un’ipoteca pesante, troppo pesante per le spalle delle nuove generazioni che dovranno fare i conti con le sue conseguenze, è un dato di fatto. Che, dunque, si ambisca a fare in modo di limitarne la portata e – soprattutto – di evitare che tutto questo possa un giorno ripetersi, è nell’interesse di tutti i risparmiatori, anche nonostante le ritrosie dei soliti “furbetti” (utilizziamo un termine diffuso, benché crediamo la furbizia sia meglio indirizzata se riferita ad altri ambiti) che stanno cercando di mettere i bastoni tra le ruote a qualsivoglia genere di riforma del sistema e nel frattempo sono tornati a praticare tutte quelle strade di arricchimento poco trasparente che un giorno di due anni or sono ha portato al fallimento di Lehman Brothers ed all’esplosione della bolla finanziaria mondiale i cui effetti si sono visti poi sull’economia reale.

Draghi: “Ripresa sì, ma sul modello Germania”

 Riferiamo in ritardo, ma non avremmo potuto non riferire: del resto, ci sono esigenze di urgenza che mal si posano con la contemporaneità della successione di notizie, ma il blog ha il vantaggio di consentire a chi scrive (così come a chi legge) un commento rispetto all’argomento del giorno. Ebbene, rintracciate le dichiarazioni del Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, rilasciate a Seul in occasione della conferenza del Financial Stability Board di cui lo stesso è presidente, non avremmo potuto non darne conto. Anche perché, a fronte di una situazione dove i “corvacci” del malaugurio sono sempre all’opera, l’analisi serena di un’istituzione super partes può aiutare a capire la situazione.

Basilea III: Bankitalia stoppa le polemiche

 Basilea III: questa sconosciuta. Già, perché sapevamo di una “Milano Due” e di una “Milano Tre”, quartieri modello dell’hinterland meneghino, ma le “gemmazioni” di Basilea, tranquilla città svizzera, proprio ci erano sfuggite. In effetti Basilea III non è un piano urbanistico, bensì un accordo tra banche ed istituzioni che prevede, come accusano le associazioni degli imprenditori, significative “strette” al credito, già non poco vincolato da una serie di paletti che, se da un lato ne rendono efficace il controllo e cercano di evitarne gli eccessi, dall’altro hanno aumentato la difficoltà di accesso. Il tutto, in un particolare momento storico segnato da una crisi economica dalla quale è possibile uscire solo tornando a produrre, cioè ad investire, anche se Basilea III (è l’accusa) riduce i margini di manovra in tal senso.