Solo qualche giorno fa in Germania, come abbiamo avuto modo di segnalare in un post pubblicato in precedenza, il Parlamento ha approvato un disegno di legge in base al quale a partire dal 2015 verrà attivato sui conti correnti tedeschi il cosiddetto prelievo forzoso, ovvero il prelievo obbligatorio pari al 10 per cento che scatterebbe in caso di default degli istituti di credito.
FMI
Il FMI invita la BCE ad acquistare titoli di Stato con la bassa inflazione
L’Europa si avvia verso un periodo di inflazione destinata a rimanere bassa ancora per lungo tempo, molto probabilmente. Per questo motivo arrivano i suggerimenti del Fondo Monetario Internazionale – FMI – per il prossimo indirizzo di intervento di Mario Draghi e della BCE, la Banca Centrale Europea, nel caso in cui la situazione non dovesse modificarsi in meglio.
I titoli di stato italiani – Il problema del debito e la proposta dell’FMI
Numerosi sono gli italiani che nel corso degli anni hanno con fiducia continuato ad investire in titoli di stato nazionali, prodotti per i quali è ora prevista anche una riduzione della tassazione sulle rendite finanziarie. Ma le condizioni di coloro che investono in titoli di stato potrebbero presto cambiare a causa dell’alto livello di debito raggiunto dallo stato italiano.
La BCE non esclude misure eccezionali e un possibile allentamento
Nel corso dell’ultimo discorso tenuto presso il Fondo Monetario Internazionale – FMI – o meglio presso il suo braccio operativo, l’International Monetary and Financial Committee (Imfc), il Presidente della Banca Centrale Europea – BCE – Mario Draghi ha tracciato un quadro delle linee guida che l’istituto di Francoforte terrà nei prossimi mesi per accompagnare l’economia europea verso un vero periodo di ripresa.
Il FMI promuove l’operato degli Stati Uniti e della FED
I vertici del Fondo Monetario Internazionale – FMI – si sono recentemente espressi in maniera del tutto positiva in merito all’operato degli ultimi mesi degli Stati Uniti nel loro complesso sotto il profilo economico e della stessa FED, la banca centrale americana, nei nei giorni scorsi ha aperto verso una nuova fase delle sue politiche finanziarie e monetarie.
Per il FMI banche e famiglie sono solide sotto il profilo finanziario
Il Fondo Monetario Internazionale – FMI – ha recentemente pubblicato un dettagliato rapporto in cui ha analizzato la stabilità finanziaria del nostro paese. Il rapporto, intitolato Financial system stability assessment, in breve Fssa, ha infatti analizzato la situazione di banche, famiglie, imprese e assicurazioni all’interno del contesto di crisi.
Il livello di insolvenza delle imprese italiane è elevato per il FMI
Il Fondo Monetaria Internazionale – FMI – ha rilasciato le sue rilevazioni in merito allo stato finanziario delle principali realtà italiane. Ha infatti pubblicato un’analisi approfondita sul sistema finanziario italiano all’interno del Financial system stability assessment, in breve Fssa, che ha messo in luce una differenza di solidità patrimoniale tra le banche e le famiglie italiane, da una parte, e le imprese dall’altra.
Il Fondo Monetario Internazionale chiede alla BCE un ulteriore taglio dei tassi di interesse
Il Fondo Monetario Internazionale – FMI – appare seriamente preoccupato dalla situazione economica e sociale che si va delineando all’interno del Vecchio Continente. E le sue previsioni in relazione alle concrete possibilità di ripresa dell’economia europea non sono affatto positive.
Carte di credito: anche in Europa si rischia la “bolla”
In linea con quanto avvenuto negli Stati Uniti, anche nel Vecchio Continente è alto il rischio che quella sulle carte di credito possa trasformarsi in una vera e propria “bolla finanziaria“. La previsione, riportata dal Financial Times, è a cura del Fondo Monetario Internazionale che, in particolare, teme una raffica di insolvenze da parte dei consumatori con conseguenti rischi per la tenuta del sistema bancario e per la crescita economica, la cui espansione, attesa per i prossimi mesi, potrebbe essere soffocata sul nascere. Sul fronte del credito al consumo, quindi, il rischio è che la crisi debba ancora arrivare, visto che le insolvenze stanno crescendo in scia all’aumento dei licenziamenti; in particolare, la situazione sembra essere più grave nel Regno Unito, ma nel complesso in tutto il Vecchio Continente gli standard e le condizioni per l’emissione delle carte di credito sono diventati più stringenti, e rispetto al passato, quando le carte vengono emesse, i massimali di spesa concessi ai consumatori sono mediamente più bassi rispetto ai tempi del “credito facile“.
Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) conferma la crisi, il Governo in soccorso di aziende e famiglie
Di poche ore fa l’intervento al quotidiano Le Parisien. Così parlò Dominique Strauss-Khan, direttore generale del Fondo Monetario Internazionale:
“Non è esclusa – afferma – una nuova crisi della finanza col rischio di pregiudicare la ripresa del 2009. Ad essere realisti, bisognerebbe ipotizzare una ripresa concreta solo a partire dal 2010″.
Non nasconde, Strauss-Khan, neppure la preoccupazione per i prestiti alle imprese. Clima pesante, situazione instabile e difficoltà sempre crescenti. Le famiglie italiane vivono con grande apprensione la crisi economica ed attendono segnali incoraggianti da parte del Governo.
Che, nei prossimi giorni – per la precisione mercoledì 26 novembre – varerà un pacchetto da oltre 4 miliardi di euro a supporto delle imprese e dei nuclei familiari. A beneficiarne dovrebbero essere, tra le famiglie, i coniugi senza figli con un reddito fino a 12 mila euro; le famiglie di 3-5 componenti tra i 12 e i 17 mila euro, fino ad arrivare alle famiglie di sei o più componenti che non superano il tetto massimo dei 20 mila euro al mese.
Mutui subprime ed economia reale: Mountain House
Il collasso dei mutui subprime ha lasciato segni evidenti sul mercato e la crisi non sembra più destinata a rientrare nell’ immediato. L’ effetto subprime ha avviato una pesante fase di crisi di liquidità che ha coinvolto “in primis” numerosi istitui di credito americani ed ha colpito anche l’Europa non risparmiando la banca tedesca IKB e l’ inglese Northern Rock.
Un ulteriore esempio di come la crisi finanziaria globale sia precipitata anche sull’economia reale?
Andiamo in California a Mountain House, cittadina dove il 90 per cento delle case vale meno del mutuo da pagare: ogni proprietario ha debiti per almeno 122 mila dollari in più rispetto al valore degli immobili. Storia raccontata dal New York Times, dove ad esempio si narra la situazione della famiglia Martinez. Nucleo familiare composto da padre, madre e tre figli. I coniugi lavorano ed hanno stipendi medio alti, ma non riescono comunque ad arrivare alla fine del mese. Questo perchè la loro casa, acquistata nel 2005 per 630 mila dollari, oggi ne vale 420 mila. Inoltre, fatto veramente eclatante, secondo il mutuo sottoscritto, saranno costretti a pagare nel 2015 una rata incredibile: 12 mila dollari al mese.