G20 Toronto: niente tasse a banche e transazioni, ma c’è impegno a dimezzare debito pubblico

 I leader del G20 riuniti a Toronto hanno raggiunto l’accordo per chiedere ai Paesi ricchi di dimezzare i propri deficit entro il 2013. Ad annunciare l’intesa il cancelliere tedesco Angela Merkel. Parlando ai giornalisti prima dell’inizio dell’assemblea plenaria del summit, la Merkel ha spiegato che alla cena di sabato sera i leader del G20 hanno approvato una proposta di compromesso per la riduzione dei deficit delle “economie avanzate” proposta dal Canada. “Sarà nella dichiarazione finale e ad essere onesta devo dire che è più di quanto mi aspettassi perché è molto specifica ed è stata accettata da tutte le nazioni industrializzate, credo che questo sia un successo”, ha detto il cancelliere tedesco.

Vaciago: “Banche, bene stress test e tassa sulle transazioni ma non per gli istituti”

 Si sta discutendo molto, e chissà quanto ancora si discuterà al termine del G20 in corso di svolgimento a Toronto (Canada), dell’intenzione – emersa dal Vertice UE – di proporre una tassa sulle transazioni finanziarie agli altri Paesi economicamente più avanzati e di imporre invece un prelievo a carico delle banche attraverso misure che ciascuno Stato membro si è detto pronto a declinare secondo la propria situazione specifica. Registrate le opinioni del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e dei dirigenti delle principali banche italiane, oggi lasciamo la parola a un luminare dell’economia.

G20 Toronto, Obama: “Ripresa, Risanamento, Regole”

 Barra a dritta, macchine avanti tutta! La direzione per una crescita economica che possa risolvere le problematiche innescate nell’economia reale dalla crisi finanziaria, secondo il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, è principalmente una, cui –semmai – poterne aggiungere altre in subordine: “salvaguardare e rafforzare l’economia mondiale rafforzando la ripresa”. Solo secondariamente sarà determinante “impegnarci sul fronte delle finanze pubbliche e completare la riforma della finanza”. Un intervento del genere, un percorso come è quello (questo) contenuto nella lettera inviata ai colleghi capi di stato e di governo che parteciperanno il prossimo 25-27 giugno al G20 di Toronto (Canada), segna un’inversione di rotta alquanto decisa (e decisiva?) nella “dottrina Obama”.