Quando siamo costretti ad andare in cerca di una soluzione di prestito personale, dal momento che ci stiamo imbarcando in un’operazione soggetta –sicuramente– almeno al costo dell’interesse di rimborso è bene che almeno cerchiamo un escamotage che ci consenta di “tagliare” alla voce “spese accessorie”. Nel caso specifico, poi, di spese accessorie possiamo averne parecchie, visto che un finanziamento (piccolo o grande che sia) è soggetto a imposta di bollo, spese di istruzione della pratica, comunicazioni periodiche e spese di incasso e gestione della rata. Findomestic offre, in promozione solo fino a domani (mercoledì 27 aprile 2011) il completo azzeramento di tutte queste voci, in maniera tale che il vostro rimborso sia riferito alla sola parte degli interessi applicati.
imposta di bollo
Banche: Adusbef, consumatori sempre più sfiduciati
Quale ruolo hanno in Italia le banche nel contribuire alla crescita dell’economia e, in particolare, a sostenere sia i nuclei familiari, sia lo sviluppo delle imprese? Ebbene, stando ad un sondaggio condotto dall’Adusbef non ci sarebbe da stare allegri visto che i consumatori da tale fronte risultano essere sempre più sfiduciati. Al punto che secondo l’Associazione sono proprio le banche le più odiate dai consumatori e dagli utenti; ma come mai tutto ciò? ll sondaggio dell’Adusbef, nei risultati, ricalca tra l’altro quanto emerso da un ultimissimo rapporto dell’Eurispes. Gli italiani nutrono una credibilità ed una affidabilità nei confronti delle banche pari allo zero in quanto gli Istituti, in accordo con quanto sottolinea Elio Lannutti, presidente dell’Adusbef, sono “avidi, arroganti, menefreghisti e inaffidabili, soggetti detestati e detestabili“.
Conto corrente, quanto mi costi! Adusbef denuncia: “300 euro all’anno”
Italia terza nelle classifiche OCSE per pressione fiscale (senza contare il peso del sommerso); Italia penultima alla voce “giovani e lavoro”, sempre secondo gli stessi rilevatori; Italia in testa in un’altra classifica che certo è poco edificante: quella del costo del conto corrente. Secondo una denuncia di Adusbef, associazione dei consumatori, il conto corrente costa troppo agli italiani: si parla di una media di -quasi- 300 euro, ossia 4 volte più dei sudditi di Sua Maestà, 3 volte tanto quanto pagano i tedeschi e circa il doppio di quanto richiesto nella vicina Francia. Non sono dati campati per aria o sparate che fanno clamore, bensì Adusbef cita un’autorevole fonte: il primo rapporto del commissario UE al Mercato interno, Barnier.
Conto Arancio: nuovi tassi dall’1 maggio 2010
A partire da oggi, sabato 1 maggio 2010, Ing Direct ha abbassato i rendimenti sul Conto Arancio sia per quel che riguarda il tasso base, ora all’1% lordo annuo, corrispondente al netto allo 0,73%, sia per il tasso applicato ai nuovi clienti. Per i contratti del Conto Arancio attivati fino alla data del 30 aprile 2010, infatti, il tasso applicato ai nuovi clienti era del 2,50% lordo annuo fino all’aprile del 2011; adesso, ed a partire da oggi, il tasso annuo lordo per chi apre il Conto Arancio è del 2% annuo (1,46% netto) ma fino al 30 giugno del 2011; al termine del periodo promozionale, come al solito, il rendimento offerto sul Conto Arancio sarà quello base che attualmente, come accennato, è pari all’1% lordo annuo. Nulla cambia invece per tutte le altre condizioni del Conto Arancio, che si può aprire anche con un solo euro a fronte di zero spese di apertura, di gestione e di chiusura, e zero euro per l’imposta di bollo.
Conto Tuttofare di Banca Popolare di Lodi: fa davvero tutto?
Solo lo Specchio, abbiamo detto, ci conosce meglio di chiunque altro: quella nuova ruga accanto alla bocca, il punto nero che ieri mattina non c’era, un po’ di sangue nelle venuncole dell’occhio a dirci che forse è il caso di riposare un po’ la vista… Lo Specchio di Banca Popolare di Lodi, abbiamo detto anche, è una particolare linea di conti corrente disegnata per cercare di andare incontro a tutte le possibili esigenze della clientela. Analizziamola, ora, per cercare di capire se davvero la reclame dell’istituto di credito sia – o meno – credibile. A cominciare da Tuttofare, “il conto senza sorprese” come strilla la banca dalle pagine del proprio sito.
Conto Arancio, tasso 2,50% lordo per 12 mesi
Ing Direct ha attualmente prolungato il periodo di promozione per il suo prodotto di punta, il “Conto Arancio“, portando il tasso del 2,50% lordo, per tutti i nuovi sottoscrittori, da sei mesi a dodici mesi. “Conto Arancio” è un conto di deposito remunerato, e come tale non prevede il pagamento dell’imposta di bollo prevista, invece, per i conti correnti; il prodotto matura gli interessi sul capitale versato su base giornaliera con accredito degli stessi ogni anno, in corrispondenza del 31 dicembre. A fronte del 2,50% lordo offerto per dodici mesi, a partire dall’attivazione di “Conto Arancio“, il conto remunerato può essere aperto, gestito e chiuso senza alcuna spesa o onere, ed i soldi versanti non sono soggetti ad alcun vincolo in quanto possono essere versati, prelevati e disponibili in appena due giorni lavorativi.
Carta Corrente prepagata Banca Sella: funziona come un conto
Anche il Gruppo bancario Banca Sella offre la carta di credito che è un po’ prepagata, ed un po’ conto corrente; si chiama “Carta Corrente Prepagata“, ha un costo di emissione di sei euro, e permette, oltre i classici servizi offerti da una carta prepagata, di effettuare le classiche operazioni previste da chi è titolare di un conto corrente. Questo perché a “Carta Corrente Prepagata” è associato un codice IBAN che permette quindi, tra l’altro, di disporre e ricevere bonifici, prelevare denaro presso uno sportello della succursale, accreditare la pensione o lo stipendio, e trasferire denaro verso un altro conto corrente, sia esso del gruppo Banca Sella o di un altro istituto di credito.
Conto di deposito vincolato: vantaggi e svantaggi
Quali vantaggi si ottengono nel nostro Paese nell’investire una quota dei propri risparmi in un conto di deposito vincolato? In aiuto a questa domanda ci viene incontro WebSella.it, istituto leader nei servizi bancari e finanziari on line, che raccomanda ai risparmiatori di scegliere tale soluzione se e solo se si è certi che, per l’intera durata del vincolo, non si ha bisogno di smobilizzare i soldi. Per il resto, il conto di deposito vincolato garantisce di norma una remunerazione, a tasso fisso, superiore a quella offerta sulla giacenza in conto corrente; ci si mette a riparo dalle oscillazioni dei tassi e, come nel caso di WebSella.it, i soldi sono oggetto delle tutele previste dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. Lo strumento finanziario, decisamente rispetto a tanti altri, è chiaro, semplice e trasparente, visto che a fronte di un vincolo di durata prestabilita viene garantito un tasso fisso ed un importo a scadenza, costituito dal capitale più gli interessi, che si conosce a priori.
Conto Deposito di WebSella: 2,25% di interesse in 12 mesi
Per chi possiede dei risparmi e vorrebbe fare in modo che questi gli rendessero qualche soldino, il momento è particolarmente decisivo: lasciarli sul conto corrente? A meno che si tratti di un conto on-line (che generalmente si vede applicati interessi maggiori) non conviene granché, nel senso che la remunerazione del capitale depositato difficilmente supera la quota dell’1/1,5% e tra spese di gestione e tasse da versare allo Stato rimane ben poco; “giocarseli” in Borsa? Può essere un’idea vincente se si segue il trading giorno per giorno (di questi tempi non sono infrequenti fluttuazioni a due cifre percentuali), un po’ meno se l’investimento è a medio termine perché… Non si sa cosa accadrà sul medio termine.