Ci siamo fatti a lungo coraggio constatando che, se non altro, a fronte di un debito pubblico di proporzioni spaventose (quello dell’Italia) c’era un popolo (gli italiani) votato invece al risparmio, avverso all’indebitamento e – dunque – più stabile nell’affrontare il periglioso mare della crisi economica. È di questi giorni, invece, la notizia secondo cui l’indebitamento medio delle famiglie ha toccato, nel dicembre del 2009, i 15.930 euro, con un aumento di ben 863 euro rispetto all’anno precedente. A calcolare il dato è stata la CGIA di Mestre, che ha preso in considerazione sia l’indebitamento derivante dall’accensione di mutui per l’acquisto di abitazioni che quello dovuto a prestiti per l’acquisto di beni mobili.
indebitamento famiglie italiane
Prestiti e finanziamenti, le famiglie italiane hanno scelto: -11,3% nel 2009
C’è una notizia buona e una cattiva: quale volete sapere per prima? Facciamo che ve le diciamo entrambe, se non altro perché sono due versanti di una stessa montagna per fortuna erosa dagli sferzanti venti della crisi economica e dell’oculatezza del risparmiatore italiano: la notizia buona è che le famiglie italiane sembrano aver capito la lezione, e lo hanno dimostrato smettendo di richiedere prestiti personali per acquistare automobili e motociclette ma anche vacanze da sogno o elettrodomestici; la notizia cattiva è che l’unico comparto del credito che continua a tirare è quello dei prestiti ai pensionati, una categoria che in controtendenza continua ad indebitarsi con un ritmo di crescita per certi versi spaventoso.
Italia, Paese di Santi e… debitori: ogni famiglia è sotto di 15mila €uro
C’era una volta l’economia virtuale; quella che acquistava prodotti generando debito (invece che reddito) anche indipendentemente dalla effettiva possibilità di riuscire ad onorarlo, quella che viveva al di sopra delle proprie possibilità, quella di una “Belle Epoque” che non si poneva domande bensì insisteva sul proprio stile di vita. C’era una volta, speriamo non ci sia più. Colpa, ma anche merito, della crisi economica dalla quale – qualche importante istituzione afferma – stiamo per uscire. Ammesso che non si generi il ciclo detto “a doppia V”, con recessione, ripresa, contro-recessione ancor più grave. Sarebbe una catastrofe, specialmente per quelle famiglie dall’economia fragile e dall’indebitamento elevato, come tante ce ne sono anche in Italia.