Tempo di bilanci per il Ministero dell’Economia e delle Finanze in seguito alla chiusura del collocamento, avvenuto nella giornata di ieri, 6 Novembre, alle ore 14, dei nuovi Btp Italia, i titoli di stato che si rivalutano anche sulla base del costo reale delle vita.
inflazione
La Banca Centrale Europea davanti ad una nuova revisione dei tassi di interesse
Tra la giornata di domani, martedì 5 Novembre 2013 e quella giovedì, il 7, la Banca Centrale Europea sarà chiamata a prendere una decisione molto importante per l’intera economia del Vecchio Continente. Si riunirà, infatti, in queste date, il board direttivo dell’Istituto di Francoforte e dovrà decidere se procedere o meno ad un ulteriore taglio dei tassi di interesse.
L’Europa verso il rischio della deflazione
Sono giorni decisivi quelli che stiamo vivendo per capire come si evolveranno i mercati e l’intera economia europea nel prossimo futuro. Al centro della questione c’è un grande rischio che da anni non era mai sembrato così concreto all’interno dei confini del Vecchio Continente.
Le caratteristiche dei nuovi Btp Italia
Proprio tra pochi giorni, come abbiamo visto nel post pubblicato in precedenza, il Ministero del Tesoro effettuerà un nuovo collocamento dei titoli di Stato indicizzati all’inflazione, i Btp Italia, che già nel corso dei mesi passati sono stati in grado di garantire buoni rendimenti a chi li aveva acquistati, riuscendo a mantenere il proprio valore.
I tassi di interesse della Banca Centrale Europea rimarranno al minimo ancora a lungo
Proprio qualche giorno fa, come abbiamo segnalato in un post pubblicato in precedenza, il Fondo Monetario Internazionale aveva invitato i vertici della Banca Centrale Europea ad applicare politiche monetarie accomodanti e di sostegno alla ripresa economica del Vecchio Continente per il più lungo periodo di tempo possibile.
Tassi più bassi e il correntista diventa “nomade”
I tassi Bce scendono e i conti on line remunerati non danno più gli stessi rendimenti. Le banche on line avevano promesso il 6% e adesso i vostri risparmi rendono a malappena l’1,75%?
Tassi più bassi? Lo è anche l’inflazione”. “Al momento offriamo il 2%, sia ai vecchi che ai nuovi clienti – dice Vincenzo Tedeschi, responsabile Marketing e Prodotti di IWBank – E’ un tasso basso? Dipende: nel periodo in cui l’inflazione era al 4% il nostro tasso era al 3%, adesso è al 2% ma è scesa anche l’inflazione, il nostro cliente guadagna comunque. Senza contare che sono scesi anche i tassi sui fidi, sui prestiti, sui mutui. ll valore aggiunto di una banca come la nostra va oltre il tasso: da noi non ci sono venditori che offrono prodotti della banca anche quando al cliente non convengono.
Taglio dei tassi Bce: buone notizie per i mutui a tasso variabile
La crisi economica sembra non frenare ed i provvedimenti finora adottati in Europa per contrastarla appaiono vani. I canali del credito soffrono a causa dell’eccessivo indebitamento degli intermediari e di alcuni settori dell’economia reale.
Le difficoltà di imprese e famiglie si propagano, domanda e produzione rallentano: Se diminuiscono i consumi allora ecco che si riducono anche i prezzi: inflazione in picchiata in Eurolandia, dove nel mese di novembre, secondo le stime provvisorie di Eurostat, è scesa al 2,1%, contro il 3,2% di ottobre, tornando al livello del settembre 2007. Inizia quindi un periodo di deflazione dovuto al drastico calo dei consumi. Sempre più probabile, pertanto, un ulteriore taglio dei tassi da parte della Bce il 4 dicembre.