Fatevi due conti, potreste scoprire che c’è convenienza! Farsi due conti, infatti, secondo ING Direct è il primo passo per cominciare a guadagnare denaro, frutto di interessi maturati, da tutti quei soldi che siete riusciti a mettere da parte grazie al sudore della vostra fronte. Già, perché se è vero che il vostro stipendio, o il frutto di qualche operazione finanziaria, sul conto corrente ci sta bene, sicuro e tranquillo com’è, è altrettanto vero che sarebbe preferibile recuperare del valore aggiunto anche da queste somme lasciate lì a dormire in attesa che in futuro possano rivelarsi utili per soddisfare un sogno, realizzare un progetto o (specie per i meno giovani tra voi) fare un bel regalo ai figli quando decideranno di spiccare il volo con le proprie ali. E questi sono solo alcuni esempi…
Ing Direct
Conto Arancio cambia: scegli l’Opzione Arancio+
“C’era una volta, in un tempo (neanche tanto, ndr) lontano lontano”, Conto Arancio, la prima soluzione di conto deposito reclamizzata su larga scala attraverso l’acquisto di paginoni sui giornali, spot televisivi molto simpatici e flash radiofonici altrettanto arguti. “C’era una volta”, già, perché la crisi economica ha spazzato via pure lei, nonostante fossa una delle soluzioni più azzeccate ed apprezzate dai risparmiatori d’Italia come testimoniato dai dati di crescita esponenziale delle richieste e delle attivazioni. Orbene, onde evitare di tirarci addosso le ire di qualcuno, correggiamo un attimo il tiro affermando anche che il “C’era una volta” può essere riveduto in “c’è ancora”, solo a condizioni decisamente differenti rispetto a prima. E non è detto che siano peggiorative…
Conto Corrente Arancio e Conto Arancio: Fatti due conti, rende il 2,60%
Non ci son più i valori di una volta, ma si può pur sempre continuare a cercare di “realizzare”. La frase, che alle superiori ci sarebbe stata corretta come “verbosa”, contiene comunque – al di là di come è stata espressa – una verità che non può essere negata: nonostante la crisi economica abbia abbattuto la remunerazione del capitale investito, non l’ha azzerata e perciò è bene prendere in considerazione soluzioni che possono offrire il rendimento migliore sul mercato, con in prima fila le proposte dei conti di deposito. C’era una volta, il 4,50: cari bei vecchi tempi, oggi ci dobbiamo accontentare del 2,60%; mica poco, comunque, considerato che i conti corrente offrono interessi vicinissimi allo zero da ritoccare ulteriormente a causa della tassazione applicata dallo Stato. Scopriamo allora insieme la proposta di Conto Arancio.
Conto Arancio: nuovi tassi dall’1 maggio 2010
A partire da oggi, sabato 1 maggio 2010, Ing Direct ha abbassato i rendimenti sul Conto Arancio sia per quel che riguarda il tasso base, ora all’1% lordo annuo, corrispondente al netto allo 0,73%, sia per il tasso applicato ai nuovi clienti. Per i contratti del Conto Arancio attivati fino alla data del 30 aprile 2010, infatti, il tasso applicato ai nuovi clienti era del 2,50% lordo annuo fino all’aprile del 2011; adesso, ed a partire da oggi, il tasso annuo lordo per chi apre il Conto Arancio è del 2% annuo (1,46% netto) ma fino al 30 giugno del 2011; al termine del periodo promozionale, come al solito, il rendimento offerto sul Conto Arancio sarà quello base che attualmente, come accennato, è pari all’1% lordo annuo. Nulla cambia invece per tutte le altre condizioni del Conto Arancio, che si può aprire anche con un solo euro a fronte di zero spese di apertura, di gestione e di chiusura, e zero euro per l’imposta di bollo.
ING Direct: Conto Arancio rivede gli interessi
Non sono trascorsi molti giorni da che abbiamo parlato del ritorno alla crescita per gli interessi applicati dal Conto Arancio, il conto di deposito più famoso d’Italia per via di una campagna pubblicitaria molto ben progettata ed avente per simbolo un’enorme zucca arancione. Passati pochi giorni, dicevamo, ci siamo visti recapitare sulla nostra scrivania una busta altrettanto arancione, contenente un foglio infortmativo che annunciava in pompa magna, e tra poco avremo l’occasione di illustrarvi come, l’ulteriore ritocco verso l’alto alla voce “interessi applicati sul deposito” effettuato dal risparmiatore. Non abbiamo saputo lasciarci sfuggire l’opportunità di aprire la busta e dare un’occhiata alla nuova proposta di ING Direct.
ING Direct: Conto Arancio torna a rendere
Andate nelle fabbriche o in qualche piccola azienda a chiedere se la crisi è finita: vi risponderanno quelli che sono saliti sui tetti per un rinnovo del contratto che non arriva, o quelli che lavorano ma attendono uno stipendio che il titolare si è impegnato a pagare entro 60 giorni non sempre con successo. Vi risponderà anche chi ha dei clienti che non lo pagano, prendendo spunto dalla crisi per fare i “furbetti” senza che nessuno li sanzioni, ed è costretto ad indebitarsi lui se non vuole che i suoi dipendenti facciano la valigia e cambino mestiere. Eppure, a onor del vero, qualche segnale di speranza c’è, ed oggi lo rintracciamo nella nuova campagna pubblicitaria del conto di deposito di ING Direct, l’ormai celeberrimo Conto Arancio.
Conto Arancio, tasso 2,50% lordo per 12 mesi
Ing Direct ha attualmente prolungato il periodo di promozione per il suo prodotto di punta, il “Conto Arancio“, portando il tasso del 2,50% lordo, per tutti i nuovi sottoscrittori, da sei mesi a dodici mesi. “Conto Arancio” è un conto di deposito remunerato, e come tale non prevede il pagamento dell’imposta di bollo prevista, invece, per i conti correnti; il prodotto matura gli interessi sul capitale versato su base giornaliera con accredito degli stessi ogni anno, in corrispondenza del 31 dicembre. A fronte del 2,50% lordo offerto per dodici mesi, a partire dall’attivazione di “Conto Arancio“, il conto remunerato può essere aperto, gestito e chiuso senza alcuna spesa o onere, ed i soldi versanti non sono soggetti ad alcun vincolo in quanto possono essere versati, prelevati e disponibili in appena due giorni lavorativi.
Mutuo Arancio e i Magnifici Tre: Acquisto, Rottamazione e Mutuo più Soldi
Abbiamo scelto di concludere la nostra carrellata alla scoperta delle qualità dei prodotti offerti da ING Direct, la banca online più grande del mondo (può vantare una raccolta di ben 302 miliardi di euro, e 18,7 milioni di clienti), con l’analisi di un prodotto forse meno noto di altri (che esistesse un conto di deposito era risaputo, che ci fosse anche un conto corrente era prevedibile), ma non per questo motivo meno apprezzabile degli altri. Sveliamo il segreto, anche perché ormai sta diventando – come si suol dire – “di Pulcinella”, annunciandovi che ci stiamo accingendo a parlare di Mutuo Arancio.
Conto Corrente Arancio si gioca le sue carte
Parafrasando una reclame di enorme successo (quella, per capirci, che pone il quesito: “Che Mondo sarebbe senza… ?”), ci siamo chiesti: “Che conto corrente sarebbe un conto corrente senza carte collegate?” Dove, con carte, intendiamo una bancomat oppure una carta di credito. Non, con questo, a voler sminuire le capacità di coloro i quali, anche senza carte, ce la fanno. Certo, devono recarsi allo sportello ogni volta che necessitano di contante; certo, quando si mettono in testa che è l’ora dello shopping sono costretti a girare con una “mazzetta” (in senso buono, per carità) in tasca, con il rischio che qualcuno li derubi pure. Certo tutto, ma resta possibile. Così come è certo anche che con un Bancomat od una carta di credito si dispone di un livello di praticità molto più elevato.
Conto Corrente Arancio di ING Direct
Tutto è cominciato con il conto di deposito. Idea furba (nel senso buono del termine), pubblicità insistente ma non invadente, veloce apparizione di slogan e marchio ed il gioco è fatto: esplosione delle richieste, tanto che oggi Conto Arancio è sicuramente il conto di deposito più famoso in Italia, forse anche il più apprezzato. Forte di un successo tanto rapido e travolgente, avrebbe forse ING Direct (il gruppo olandese che vi invita a mettervelo nella zucca) potuto fermarsi qui? Certo che no, dato che “non di solo” conto di deposito è fatto il risparmio, “ma anche” di conti correnti bancari e – perché no? – di mutui.
Mutui: Adusbef suggerisce con quali Banche contrarli
L’intervento della Banca Centrale Europea, che ha fissato il tasso di riferimento all’1%, non ha certo eliminato – pur agevolandola – la situazione critica dei mutui. Lo sanno bene milioni di persone, uomini e donne, che ogni mese sono alle prese con la fatica di riuscire ad adempiere all’impegno contratto con le banche. Casa, automobile, vecanze e chi più ne ha più ne metta: la richiesta di una pagamento dilazionato, oggi più che mai, arriva per i motivi più svariati ma ha una sola e grande motivazione: l’incertezza del lavoro, il salario insufficiente a soddisfare le esigenze, la scarsa disponibilità di denaro liquido in tempi brevi.
E allora, via ad affidarsi alle banche. Che, nonostante l’intervento della Bce, in alcuni casi – lo dice una ricerca fatta da Adusbef – mantengono mutui fissi a tassi superiori al 6%. E’ stata la stessa associazione dei consumatori, poi, a stilare una oggettiva classifica relativa agli istituti più convenienti a seconda della tipologia di prestito scelto.
Tasso Bce sempre più basso ma rate mutui ancora salate
Mutuo a tasso basso.
Girovagando tra le maggiori testate finanziarie oggi ci siamo imbattuti in un interessante articolo de “La stampa”, dove si pubblica una sorta di “indagine” svolta presso le filiali di alcune banche. Si parte dall’Unicredit di Torino, filiale di via Madama Cristina: a fine agosto 2008, con il tasso di riferimento Bce al 4,25% un mutuo ventennale di centomila euro costava il 5,94% (spread 0,89%). Ad agosto la rata era 713 euro mentre oggi sarebbe 711. Facendo alcuni semplici calcoli quindi sono solo due euro di differenza al mese e 24 euro l’anno.
Visto che il tasso Bce continua a scendere i risparmi dovrebbero essere maggiori, ma la banca tende a precisare:
I risparmi verranno più avanti.
Surroga del mutuo con ING Direct
Il decreto Bersani n. 40/2007 ha introdotto in Italia la c.d. portabilità (o surroga) del mutuo. E’ possibile, in altri termini, trasferire il vecchio mutuo presso un istituto di credito erogatore (o precedentemente surrogatore) ad un altro istituto di credito, ricercando pertanto quelle migliori condizioni economiche che possono generare beneficio per le tasche del mutuatario.
Oramai la surroga del mutuo è un’operazione prevista da tutte le banche presenti in Italia, come ING Direct.
ING Direct applica verso la propria clientela quelle disposizioni proprie del decreto Bersani, riassumibili nell’assenza di penali e costi per l’estinzione del vecchio mutuo e l’esenzione dell’imposta di sostituzione.
In più ING permette ai clienti di beneficiare di uno sconto sulle prime rate del mutuo, a titolo di rimborso delle spese notarili.
Rendimax, un conto deposito da 4% d’interesse
Conto corrente come necessità, conto corrente come delusione. Se da un lato è infatti evidente il bisogno di avere una destinazione di riferimento per il proprio denaro, da indicare ad esempio al datore di lavoro per l’accredito dello stipendio, d’altra parte è altrettanto vero che i conti correnti bancari hanno un rendimento ben al di sotto delle aspettative dei risparmiatori. Non c’è trucco né inganno, semplicemente l’incidenza degli ingenti costi di gestione, che vengono “scaricati” dagli istituti di credito sulla clientela. Fanno eccezione le banche on-line, uniche a potersi permettere interessi elevati perché non devono mantenere una struttura con filiali, dipendenti e quant’altro serve al funzionamento di uno sportello. Ma altrimenti che fare?