I pagamenti digitali via Twitter diventeranno presto una realtà a cui sicuramente non mancheranno di abituarsi gli utenti dei social network. Grazie alla stipula di accordi con la grande banca francese Bpce presto anche i messaggi via Twitter potranno trasferire denaro in tempo reale da un utente all’altro.
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Carte di credito ancora poco usate in Italia rispetto all’Europa
L’uso del denaro elettronico stenta ancora a decollare in Italia. In un post pubblicato in precedenza abbiamo infatti visto che il nostro paese, dal punto di vista dei pagamenti, resta ancora molto legato al contante, dal momento che in euro si svolgono la maggior parte dei pagamenti effettuati di norma – ancora più dell’80 per cento.
Moneta elettronica: le carte prepagate costano troppo
In Italia negli ultimi anni c’è stato un vero e proprio boom di crescita nell’utilizzo della moneta elettronica attraverso non solo le carte di credito “classiche”, ma anche le “ricaricabili” utilizzate sia dai giovani, sia dagli adulti come un vero e proprio “borsellino elettronico“. Pur tuttavia, alla diffusione a macchia d’olio dell’utilizzo delle carte corrispondono costi elevati a carico dei cittadini/consumatori. A rilevarlo è stata l’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato a seguito di un’indagine conoscitiva da cui è emerso come, secondo l’AGCM, sia necessario aprire il mercato delle carte prepagate sia agli operatori della telefonia mobile, sia alle società che operano nel business dei micro-pagamenti. I costi delle ricaricabili, in base all’indagine conoscitiva condotta dall’AGCM, variano in base al fatto che il consumatore sia o meno titolare di un conto corrente: nel primo caso il costo medio annuo è di 18 euro, mentre per chi non possiede un conto corrente, anche in virtù di un maggiore utilizzo, e di commissioni di ricarica che complessivamente possono anche raggiungere i cinque euro ad operazione, i costi schizzano a 67 euro medi annui.