Per tutte le esigenze bancarie e finanziarie dei liberi professionisti il gruppo bancario Unicredit propone un vero e proprio pacchetto che riserva a questa categoria professionale una serie di vantaggi e agevolazioni.
Prestito per liberi professionisti
Finanziamenti per il libero professionista
Si chiama “Valore Professioni“, ed è un importante quanto interessante progetto che nell’ottobre scorso è stato avviato a seguito di un accordo tra il Gruppo bancario Unicredit e la Confprofessioni. I professionisti e gli studi professionali associati, rispettanti i requisiti, possono accedere al programma “Valore Professioni” semplicemente recandosi presso una qualsiasi Agenzia Unicredit e compilare un apposito modulo. Questo apre la strada a tutta una serie di interessanti formule di accesso al credito, a partire da “anticipo parcelle“, il prodotto ideato per le esigenze di liquidità unitamente ad altre soluzioni per soddisfare i bisogni materiali ed immateriali del libero professionista. Ad esempio, con “anticipo crediti e contratti” si può ottenere, fino a ben un anno, l’anticipo sui compensi collegati alle prestazioni che il professionista o lo studio professionale ha effettuato nei confronti delle Amministrazioni Pubbliche.
Prestiti per Liberi Professionisti
Il prestito economico è una delle necessità cui si trovano a far fronte non solo cittadini privati ma anche – e sempre più spesso – liberi professionisti. Banche e finanziarie, dunque, rivestono un ruolo cruciale in un contesto di difficoltà pecuniarie. Gli esercizi e le attività commerciali – specie di piccola e media dimensione – hanno subito in maniera evidente gli strascichi di una crisi economica che ha interessati anche le grandi aziende. Se, tuttavia, per queste la perdita in fase di esercizio di bilancio determina nella peggiore delle ipotesi un ridimensionamento, per quelle il rischio in cui si incappa è di una chiusura definitiva. Spesso con tanto di fallimento. Motivo per cui, la richiesta di finanziamento da parte dei liberi professionisti assume il tono di un passaggio obbligato per riuscire a stare a galla. Un dato su tutti: le piccole e medie imprese (Pmi) europee hanno chiuso un 2009 davvero difficile nel corso del quale le lamentele per l’evidente difficoltà ad accendere un mutuo si sono attestate sul 42% (fonte, Banca Centrale Europea). Figurarsi cosa possa significare, la crisi economica, per un lavoratore autonomo magari in fase di start up o nel tentativo di riscattare una situazione lavorativa complicata.