Leggera ripresa negli investimenti immobiliari nel 2014

 Se nel corso del 2014 gli italiani sono tornati ad investire e quindi a credere alle possibilità di ripresa del mercato, una parte importante di questo dato è costituita soprattutto dalle voci di mutui e investimenti immobiliari. Gli italiani, quindi, nel 2014, tornano a credere nelle potenzialità del mattone dopo un lungo periodo di stasi. 

Continua la ripresa del mercato immobiliare e dei mutui nel 2014

 Il mercato dei mutui continua la sua fase di ripresa in Italia, con quello degli immobili che lo segue a ruota. Lo conferma, in parte per il mese di giugno 2014 e in parte per il primo semestre del 2014 l’osservatorio di MutuiOnline, il quale ha rilevato che le richieste di finanziamenti ipotecari nel periodo sono continuata ad aumentare grazie anche agli incentivi proposto dalla Banca Centrale Europea, che ha reso ancora più accessibili le condizioni per l’accensione di un mutuo. 

Per Mario Draghi l’Europa cammina verso la ripresa

 Cammina verso la ripresa economica, l’Europa, anche se in molti casi gli effetti non sono ancora grandemente avvertiti dai cittadini delle diverse nazioni. Sono queste le parole confortanti pronunciate da Mario Draghi, presidente della Banca Centrale Europea, BCE, ieri davanti al Parlamento Europeo. 

Mutui: settore esce crisi grazie a Top Real Estate

 Gli operatori segnalano che nella capitale italiana la crisi ha smesso di attanagliare il settore dei mutui. Ma non solo in Italia, si registra una forte ripresa di interesse per il mercato immobiliare del retail in Europa. Nel primo trimestre 2010 il volume degli investimenti è stato di 5,4 miliardi di euro, più del doppio rispetto allo stesso periodo del 2009. In periodi di crisi l’abitazione conferma così la propria natura di bene rifugio, come evidenziato dalla crescita dell’acquisto di seconde case e di acquisti con finalità di investimento.

Sono evidenti segnali di ripresa per il 2010 anche rispetto alle erogazioni dei mutui. Lo attesta uno studio dell’Area Research di Banca Monte dei Paschi di Siena che sottolinea le dinamiche nazionali e internazionali del mercato immobiliare ponendo attenzione sul Top Real Estate (che sarebbe il residenziale di lusso), sul meccanismo dei mutui e sulle dinamiche di prezzo e le nuove opportunità che si affacciano sul mercato europeo.

Confcommercio: la ripresa c’è, grazie a lavatrici e detersivi

 «Stiamo valutando se gli incentivi per l’automobile siano ancora utili oppure un fenomeno distorsivo del mercato». L’annuncio è del ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, e potrebbe suonare come uno choc per gli equilibri dell’economia italiana. L’eventuale eliminazione dei sussidi pubblici per il mercato automobilistico potrebbe avere un effetto a catena anche su altri settori del manifatturiero “made in Italy” che reclamano agevolazioni economiche e sarebbe potenzialmente in grado di ridefinire le decisioni industriali di molte grandi società della Penisola. «Se procederemo con gli incentivi – ha precisato il titolare delle Attività produttive – saranno ridotti nel tempo e nell’intensità». La scelta di un progressivo stop alla politica di incentivazione, annunciata a margine della presentazione del rapporto dell’Aie (Agenzia internazionale dell’energia) sulle politiche energetiche italiane, Scajola la motiva soprattutto in base agli standard richiesti da Bruxelles relativi agli aiuti di Stato.

Imprese al sud, pronto piano speciale. Scajola: «Turismo, riprese ordinarie e giovani»

 Il sud e le imprese. Le imprese e il sud. Si rilancia uno, le altre lo seguono a ruota. E viceversa. Il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola l’ha capito e ha annunciato aiuti per le aziende che intendono quotarsi in borsa. In più un fondo per alimentare i business più innovativi (hi-tech, energia, infrastrutture). Tutto questo entro la metà di febbraio. Il ministro annuncia che si proverà a far convergere le risorse straordinarie (leggi: fondi europei Fas) in progetti ben specifici. La ricetta del “poco, ma buono”, insomma. Certo, c’è da verificare la reale disponibilità finanziaria. E difficilmente ci saranno risorse aggiuntive. Per spingere le imprese a quotarsi in borsa sarà necessaria una nuova norma. Attenta ai parametri richiesti dalla Commissione Europea.