“Social Card”, la Sinistra accusa: “Crediti non ancora erogati”

Fece discutere quando venne lanciata (in grande stile, con una conferenza stampa del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti); continua a dividere anche oggi, ad ormai due mesi di distanza. Stiamo parlando, l’avrete capito, della “Social Card”, la Carta per gli acquisti varata dal Governo a fine novembre come misura anti-crisi: 40 €uro di sussidio mensile, erogato ogni due mesi, per quegli indigenti che vivono con meno di 6mila €uro all’anno. Ovvero, all’incirca, un milione e mezzo di italiani.

A due mesi di distanza, sono ancora una volta le voci dei delusi a levarsi. Se i 40 €uro al mese del sussidio ora sembrano non scandalizzare più nessuno (“E’ un elemosina”, protestò all’epoca l’opposizione), ad essere finiti all’indice sono invece i malfunzionamenti della Tessera Sociale, al centro di interrogazioni parlamentari e di trasmissioni televisive.

Social card: chi può e come ottenerla

 In questi giorni se ne sente parlare dappertutto: arriva la social card. Ma come funzionerà la carta per i cittadini meno abbienti che il ministero dell’Economia sta studiando? Sarà una carta acquisti con onere a carico dello Stato. Il funzionamento della carta è stato illustrato dal ministero alle associazioni della distribuzione commerciale in un documento di 20 pagine. Quale sarà la possibilità di spesa per i cittadini idonei a usufruire di questa agevolazione? La carta avrà un valore di 400-550 euro all’anno e potrà essere distribuita a circa 1 milione di italiani, agli anziani e le famiglie con bambini piccoli.

Si tratta di una carta prepagata che verrà ricaricata costantemente dallo Stato. Ogni due mesi infatti le carte verranno verificate e dunque ricaricate o disattivate dalla pubblica amministrazione.

Social card, ammortizzatori sociali, riduzione delle bollette, bonus per straordinari e premi individuali, ecco alcuni punti fermi del “Piano anti crisi”

L’Ocse dichiara ufficialmente che la recessione per il nostro Paese durerà tutto il 2009 con picchi in negativo del tasso di disoccupazione – si passa dal 6,9% attuale all’8% previsto ad inizio 2010 – e con rischi oggettivi di compromissione dei piani di risanamento tentati dal Governo.

Che, dal canto suo, risponde per bocca del Ministro Giulio Tremonti, a cui non resta che rincuorare gli italiani e prenderli per mano auspicando una reciproca collaborazione – bilaterale tra Governo e cittadini – e ricordando che “in due si fa meglio che da soli”.

E’ lo stesso Ministro dell’Economia ad illustrare i punti nevralgici dell’intervento governativo in soccorso dei nuclei meno abbienti: il piano anti crisi non modifica la Finanziaria perchè il debito pubblico è di tale entità da costringere a non sottovalutarne l’importanza. Entro venerdì si conoscerà per filo e per segno ogni dettaglio del piano, ma pare già tutto visibile nelle anticipazioni della vigilia.