L’Argentina vuole nazionalizzare i titoli aderenti agli swap

 Potrebbe arrivare presto dall’Argentina una soluzione per risolvere la questione dei tango bond, i titoli di stato che hanno suscitato la dura risposta degli Stati Uniti, provocando in via indiretta il default tecnico in cui alcuni giorni fa è caduto il paese. Il governo argentino ha infatti intenzione di emanare un nuovo disegno di legge che prevede il rimborso finanziario dei titoli nel paese argentino, in modo tale da bypassare la giurisdizione USA. 

Tango bond – Una possibile via d’uscita da un accordo tra le banche

 Potrebbe presto trovare una via d’uscita la complessa vicenda internazionale dei tango bond, i titoli di stato argentini che sta opponendo la repubblica dell’Argentina e gli Stati Uniti dopo il default tecnico in cui è caduto il paese, lo scorso 30 luglio, in seguito al blocco del pagamento che per questi stessi titoli era stato previsto. Una sentenza delle corte americana ha infatti reso impossibile il pagamento degli interessi ai possessori. 

Tango bond – Per Griesa l’Argentina diffonde false informazioni

 Continua il braccio di ferro, mediatico, giuridico e finanziario tra l’Argentina e gli Stati Uniti, con questi ultimi che fanno sentire nuovamente la loro voce in seguito alle ultime novità sulla vicenda dei tango bond. Il governo argentino, infatti, solo qualche giorno fa ha presentato una denuncia alla Corte Internazionale di giustizia dell’Aia in cui accusa gli USA di aver violato la propria sovranità, impedendo il pagamento di una parte dei titoli di stato emessi, quelli che hanno accettato il concambio sul debito. 

L’Argentina denuncia gli Stati Uniti alla Corte di giustizia dell’Aia

 Prosegue la vicenda internazionale dei tango bond argentini in seguito al blocco dei pagamenti dei titoli ristrutturati da parte degli Stati Uniti e alla situazione di default tecnico in cui è caduto il paese. Per cercare di sbloccare la situazione e perorare la propria causa Buenos Aires ha sporto denuncia al tribunale internazionale dell’Aia, lamentando una limitazione della propria sovranità nazionale. 

Tango bond – Botta e risposta tra Stati Uniti e Buenos Aires

 A pochi giorni dal default tecnico in cui è precipitata l’Argentina in seguito al mancato pagamento dei suoi debiti nei confronti di un parte dei creditori internazionali, tra il governo di Buenos Aires e le parti in causa degli Stati Uniti continua un lungo braccio di ferro e un serrato botta e risposa su posizioni contrastanti. 

Tango bond – Le conseguenze per i risparmiatori dopo il default argentino – II

 In un post pubblicato in precedenza abbiamo visto quali potranno essere le conseguenze per i risparmiatori italiani detentori di bond argentini che hanno accettato il concambio nel periodo compreso tra il 2005 e il 2010. Si tratta infatti di circa 400 mila persone che nella vicenda dei tango bond, in seguito al default tecnico del paese rischiano di subire gravi perdite sui loro interessi. 

Tango bond – Le conseguenze per i risparmiatori dopo il default argentino

 L’Argentina è entrata dopo 13 anni in un nuovo default, in seguito al mancato raggiungimento di un accodo con gli hedge fund americani, i quali hanno ottenuto il blocco del pagamento degli interessi dei titoli ristrutturati. Questa evoluzione della situazione, quindi, non può mancare di avere conseguenze sui risparmi e gli investimenti di coloro che hanno acquistato i tango bond, i titoli argentini. Tra questi ultimi, lo ricordiamo, vi sono anche circa 450 mila italiani

Tango bond – Le cause e lo scenario del mancato accordo con gli hedge fund

 Il giorno 30 luglio 2014 a mezzanotte sono scaduti ufficialmente i termini fissati per la ricerca di un accordo in merito alla questione finanziaria internazionale dei cosiddetti tango bond, che ha interessato in particolare l’Argentina e il suo debito sovrano e i creditori americani, cioè nello specifico gli hedge fund che detengono buona parte dei titoli interessati. 

L’Argentina in un nuovo default dopo soli 13 anni

 La partita tra Argentina e Stati Uniti si è conclusa a favore di questi ultimi e la nazione del continente sudamericano è entrata, poco più di 24 ore fa, in un nuovo default, il secondo in soli 13 anni. Si ripete, quindi, almeno dal punto di vista tecnico, la storia a cui si era potuto assistere nel 2001. L’Argentina, infatti, nonostante il prolungarsi delle trattative con New York, non è riuscita a trovare un accordo sul debito e i pagamenti degli hedge fund, i creditori che non hanno accettato lo swap ai tempi della ristrutturazione, è rimasta sospesa. 

Ultima settima utile per la vicenda dei tango bond prima del default

 La complessa vicenda che oppone gli hedge fund americani allo stato argentino, inerente i cosiddetti tango bond, i titoli governativi emessi per la ristrutturazione del debito sovrano dopo il default del 2002, è entrate in questi giorni nella sua settimana conclusiva, quella in cui si dovrà decidere se l’Argentina è in grado di pagare le somme che vengono richieste dai creditori oppure dichiarare un secondo default nel giro di 15 anni. 

L’Argentina avanza una proposta di pagamento agli hedge fund

 Sono iniziate a New York le trattative tra l’Argentina, a rischio default, e i possessori delle obbligazioni che al tempo della ristrutturazione del debito argentino non accettarono il concambio, gli hedge fund assunti agli onori della cronaca per la vicenda dei tango bond. 

L’Argentina cerca un’intesa con gli hedge fund sui tango bond

 Continua tra America del sud e America del nord la vicenda oramai famosa dei cosiddetti tango bond, le obbligazioni emesse dall’Argentina per ristrutturare il suo debito negli anni successivi al default del 2001. Questi bond, infatti, sono oramai scaduti e il paese è chiamato ad onorare il suo debito. Ma la vicenda non è di facile soluzione. L’Argentina, infatti, dovrebbe pagare 1,3 miliardi di dollari agli hedge fund americani che al tempo non hanno accettato il concambio sul debito e la Corte Suprema di New York ha emesso una sentenza per obbligarla a pagare. 

Tango bond – Per l’Argentina 30 giorni per pagare prima della bancarotta

 E’ scaduta esattamente il 30 giugno scorso la prima rata che l’Argentina avrebbe dovuto pagare ai creditori internazionali che nel 2001 aiutarono lo stato a ripianare il suo debito dopo il default. In parte obbligazionisti ma soprattutto hedge fund americani che hanno il diritto di riavere 832 milioni di dollari, poiché non hanno aderito nel corso delle ristrutturazioni successive del debito al concambio del 2005 e del 2010. 

L’Argentina pronta a rimborsare prima i tango bond e poi gli hedge fund

 Non si placa la battaglia legale tra Argentina e Stati Uniti a poche ore dalla scadenza degli impegni internazionali, fissati per il 30 di giugno. Il governo argentino ha infatti pubblicato sui principali quotidiani un comunicato che annuncia la sua decisione di pagare prima i tango bond detenuti da coloro che hanno accettato l’accordo sulla ristrutturazione del debito avutosi tra il 2005 e il 2010 e solo in un secondo momento i creditori degli hedge fund che non hanno a suo tempo accettato lo scambio.