Sarkozy, asse con Zapatero per tassare le transazioni finanziarie

 Urge una tassa sulla transazioni finanziarie! È stato questo, nella sostanza, il senso dell’accorato appello alla comunità internazionale lanciato dal Presidente francese Nicolas Sarkozy nel corso del suo intervento a New York di fronte al summit Onu sugli Obiettivi del Millennio. L’idea di una tassazione delle transazioni finanziarie stuzzica l’Europa sin dalla scorsa Primavera, quando un vertice economico ritenne potesse essere quella la soluzione da suggerire al G20 di Toronto. La linea non passò a causa del veto imposto da Silvio Berlusconi, il quale fece notare che se di tassazione doveva trattarsi, almeno che fosse una misura da adottare su scala planetaria in modo che non tornassero ad esistere i cosiddetti “Paradisi fiscali”.

G20 Toronto: niente tasse a banche e transazioni, ma c’è impegno a dimezzare debito pubblico

 I leader del G20 riuniti a Toronto hanno raggiunto l’accordo per chiedere ai Paesi ricchi di dimezzare i propri deficit entro il 2013. Ad annunciare l’intesa il cancelliere tedesco Angela Merkel. Parlando ai giornalisti prima dell’inizio dell’assemblea plenaria del summit, la Merkel ha spiegato che alla cena di sabato sera i leader del G20 hanno approvato una proposta di compromesso per la riduzione dei deficit delle “economie avanzate” proposta dal Canada. “Sarà nella dichiarazione finale e ad essere onesta devo dire che è più di quanto mi aspettassi perché è molto specifica ed è stata accettata da tutte le nazioni industrializzate, credo che questo sia un successo”, ha detto il cancelliere tedesco.

Vaciago: “Banche, bene stress test e tassa sulle transazioni ma non per gli istituti”

 Si sta discutendo molto, e chissà quanto ancora si discuterà al termine del G20 in corso di svolgimento a Toronto (Canada), dell’intenzione – emersa dal Vertice UE – di proporre una tassa sulle transazioni finanziarie agli altri Paesi economicamente più avanzati e di imporre invece un prelievo a carico delle banche attraverso misure che ciascuno Stato membro si è detto pronto a declinare secondo la propria situazione specifica. Registrate le opinioni del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e dei dirigenti delle principali banche italiane, oggi lasciamo la parola a un luminare dell’economia.

Berlusconi e la Tassa sulle Transazioni finanziarie: “No grazie al mio veto”. Ma la Germania…

 La politica, specie in questi ultimi anni, più che un gioco di scacchi (quale forse era un tempo) è divenuta una partita di tennis molto fisica, dove alla tecnica – alla Federer, per citare un esempio – è stata preferita la pur redditizia esibizione di muscoli alla Rafael Nadal: si deve rispondere colpo su colpo, mai – guai a – perdere l’occasione di farlo. In un “campo centrale” dove si gioca così, un Presidente del Consiglio come Silvio Berlusconi ha dimostrato di saper trovare terreno fertile, tanto che non passa giorno in cui non rimanga invischiato in una polemica e neppure in cui non si prenda la briga di giocare fino in fondo il match, rispondendo con prontezza alle accuse. Questa volta l’oggetto del contendere è la tassa sulle transazioni finanziarie, proposta emersa dal Vertice UE della scorsa settimana. “Ho posto il veto, Credo di aver reso un buon servizio al mio Paese e anche all’Europa”, ha dichiarato Berlusconi.