I leader del G20 riuniti a Toronto hanno raggiunto l’accordo per chiedere ai Paesi ricchi di dimezzare i propri deficit entro il 2013. Ad annunciare l’intesa il cancelliere tedesco Angela Merkel. Parlando ai giornalisti prima dell’inizio dell’assemblea plenaria del summit, la Merkel ha spiegato che alla cena di sabato sera i leader del G20 hanno approvato una proposta di compromesso per la riduzione dei deficit delle “economie avanzate” proposta dal Canada. “Sarà nella dichiarazione finale e ad essere onesta devo dire che è più di quanto mi aspettassi perché è molto specifica ed è stata accettata da tutte le nazioni industrializzate, credo che questo sia un successo”, ha detto il cancelliere tedesco.
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Vaciago: “Banche, bene stress test e tassa sulle transazioni ma non per gli istituti”
Si sta discutendo molto, e chissà quanto ancora si discuterà al termine del G20 in corso di svolgimento a Toronto (Canada), dell’intenzione – emersa dal Vertice UE – di proporre una tassa sulle transazioni finanziarie agli altri Paesi economicamente più avanzati e di imporre invece un prelievo a carico delle banche attraverso misure che ciascuno Stato membro si è detto pronto a declinare secondo la propria situazione specifica. Registrate le opinioni del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e dei dirigenti delle principali banche italiane, oggi lasciamo la parola a un luminare dell’economia.
Tassare la Banche? ABI contraria, Draghi rilancia con gli stress test
Le banche italiane, su cui “già pesa una pressione fiscale effettiva del 44%, fra le più elevate in Europa, sono contrarie all’introduzione di nuove imposte indipendentemente dalla loro finalità”. E’ la posizione dell’Abi, sull’ipotesi di una nuova tassa europea sugli istituti di credito. Il sistema bancario italiano, si osserva a Palazzo Altieri, “ha retto meglio degli altri ai colpi delle turbolenze dei mercati, come hanno riconosciuto più volte anche esponenti delle Autorità italiane e internazionali, senza pesare sul bilancio pubblico in termini di aiuti per far fronte alle difficoltà”. Il nuovo prelievo “ridurrebbe le risorse del sistema che ha garantito supporto a imprese e famiglie anche con le iniziative dell’avviso comune e della sospensione dei mutui dei nuclei familiari in particolari situazioni di difficoltà”. Dunque una nuova tassa “potrebbe avere effetti sulla capacità di finanziamento all’economia reale”.
Marcegaglia: “Tasse alle Banche scaricate su imprese e cittadini, dal G20 di Toronto auspico regole nuove”
“Cornuti e mazziati”, secondo un detto popolare meridionale. È questo il rischio che staremmo correndo noi risparmiatori, e con noi l’intera platea delle imprese, secondo il punto di vista del presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. L’argomento del contendere, naturalmente, è il tema caldo di questo fine settimana: la proposta, giunta dal vertice UE, di introdurre una tassa a carico degli istituti di credito in modo che siano loro a pagare una crisi economica che dal loro operato poco trasparente è stata generata. L’obiezione di Marcegaglia è lineare, semplice quanto incisiva: le nuove tasse a carico delle banche, ferma restando la possibilità di ogni Stato di introdurle secondo una misura che deciderà lui e lui solo secondo le proprie esigenze, dove mai saranno caricate se non sull’utenza?
Finanziamenti bancari: via libera a moratoria debiti PMI
In linea con quanto preannunciato nelle scorse settimane, a seguito di una serie di incontri tra il sistema bancario, quello delle imprese ed il Governo, l’ABI, Associazione Bancaria Italiana, ha reso noto che è stato ufficialmente siglato l’Accordo comune riguardante la sospensione, a favore delle imprese, del pagamento della quota capitale dei mutui. L’iniziativa è destinata ad agevolare quelle imprese che si trovano in temporanea difficoltà a causa della crisi, e riguarda non solo le rate dei mutui stipulati dalle imprese, ma anche i leasing, sia mobiliari, sia immobiliari, ed i crediti a breve termine concessi alle imprese per far fronte nel breve periodo alle esigenze ed alle elasticità di cassa. Le agevolazioni, riguardando la quota capitale dei mutui, prevedono quindi che gli interessi sul credito debbano essere comunque pagati in corrispondenza delle scadenze originarie; al beneficio possono accedere tutte quelle imprese che, prendendo a riferimento la data del 30 settembre del 2008, risultavano essere classificate, dagli istituti aderenti all’avviso comune, “in bonis“.