Nonostante siano meno affidabili, un’ampia fetta dei prestiti erogati dal sistema bancario vanno in Italia alle grandi imprese, ovverosia ai grandi gruppi industriali. E’ questo il dato emerso da uno studio a cura della CGIA di Mestre che al riguardo rivela come ben il 78% dei prestiti vada nel nostro Paese ai grandi gruppi industriali nonostante questi siano dei pagatori meno affidabili. Ma come mai le banche erogano più credito a quelle realtà imprenditoriali che hanno un potenziale tasso di insolvenza superiore alla media? Ebbene, la risposta ce la fornisce Giuseppe Bortolussi della CGIA di Mestre che in merito ha sottolineato come nel nostro Paese gli istituti di credito risultino essere condizionati proprio dalle grandi realtà imprenditoriali in virtù del fatto che nei Consigli di Amministrazione di queste società ci sono troppi imprenditori e manager delle banche.
Ufficio Studi della CGIA di Mestre
Imprese in Italia: tassi alti per i piccoli, più bassi per i grandi
Il malato è convalescente: i segnali di ripresa sono notevoli, specie se relazionati alla drammaticità delle condizioni ben evidente solo pochi mesi or sono, ma il timore dei medici che lo hanno in cura è che i medicinali prescritti non sortiscano gli effetti sperati, prolungando a dismisura i tempi del recupero. Un timore condiviso anche dai cari, che dalle sorti del malato vedono dipendere anche le proprie. Il malato in questione è l’economia, i dottori sono economisti banchieri ed autorità mentre i parenti, in questo quadro metaforico, siamo tutti noi consumatori. Certo non può farci piacere leggere che i tassi applicati alle imprese per prestiti a breve termine sono, in Italia, tra i più alti d’Europa: una pessima nuova per chi ha bisogno del credito per continuare a stare in piedi.
Prestiti alle imprese: in Italia i tassi più alti sul breve, più bassi sul lungo periodo
Mentre l’Italia “visibile” – e pruriginosamente guardona – si accalora disquisendo circa il gossip riguardante la relazione (evitiamo accuratamente l’aggettivazione per evitare un giudizio circa una materia ancora ignota a chiunque) tra il premier Silvio Berlusconi e l’ormai celeberrima 18enne partenopea Noemi Letizia, un’altra parte del Governo si sta adoperando in faccende più serie, e cioè affinché le banche possano tornare a finanziare le imprese e – così facendo – far ripartire l’economia dopo (o durante?) la crisi mondiale. Qualche settimana addietro analizzammo le risposte di UniCredit, ma il monito della Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, sposato appieno dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti, è che le misure adottate sin qui non siano sufficienti. Sono di questi ultimi giorni alcuni dati numerici a conferma di questa teoria.